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Mission Fleet 4 2010 

 

 
 
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Published:  November 20, 2011
 
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Slide 1: ACQUISIZIONE Il successo è nell’integrazione di Carlo Leone 4 12 16 GUIDA ALL’ACQUISTO L’alternativa esiste, ma fate bene i conti di Luigi Ferrarini ACCESSORI Gestione sì, ma via satellite di Mauro Serena PROFESSIONE FLEET MANAGER Per Ratiopharm è full outsourcing di Mino De Rigo ACCESSORI 2 Rivoluzione annunciata di Anna Fraschini PROFESSIONE DRIVER Obiettivo time to market di Mino De Rigo PNEUMATICI AUTO DI FLOTTA AI RAGGI X BMW Serie 5 Renault Mégane Sportour di Luciano Dossena Pensiamoci ora di Luigi Ferrarini 20 NEWS GESTIONE Anche le piccole amano l’outsourcing di Mauro Serena 26 30 Mercato Guida sicura Numeri e statistiche Novità auto STATISTICHE La ripresina? Forse è in arrivo di Luciano Dossena Spedizione Posta Target - Magazine Tariffa abbonamento annuo: 30,00 euro Bonifico bancario per Banca Popolare di Sondrio, Agenzia n. 13 di Milano - c/c 000005445X70 - CIN X - ABI 05696 CAB 0161 - IBAN IT78X0569601612000005445X70 intestato a Newsteca Srl D.Lgs 196/03 del 30 giugno 2003 (tutela della privacy): titolare del trattamento dei dati personali utilizzati per l’invio della rivista è Newsteca Srl. Gli interessati potranno esercitare i diritti previsti dall’art. 7 del citato D.Lgs. telefonando al n. 02/20241122 Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati ad uso redazionale è il direttore responsabile a cui ci si può rivolgere per i diritti previsti dal D.Lgs 196/03 (tel. 02/20241122 - fax 02/20241096). Registrazione Tribunale di Milano n°219 del 28/03/2006 Direttore Responsabile Francesca Tommasi Direttore scientifico Mauro Serena Collaboratori Mino De Rigo, Luciano Dossena, Luigi Ferrarini, Anna Fraschini, Carlo Leone, Mariacristina Renis, Mauro Serena Progetto grafico e impaginazione Gianluca Ubezzi Stampa SATE, Verdellino di Zingonia (BG) Distribuzione in Italia SATE, Verdellino di Zingonia (BG) Direzione, Redazione, Pubblicità, Amministrazione: Via Poerio, 43 - 20129 Milano Tel. 02/20241122 - fax 02/20241096 e-mail: redazione@newsteca.it www.missionline.it Amministratore Unico Francesca Tommasi UFFICI COMMERCIALI Roma: Tiziana Gregori gregori@newsteca.it Via San Giovanni Battista de La Salle, 3 - 00165 Roma Tel. 06/66621600 - Fax 06/66621650 Cell. 333/3854276 LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 3 sommario Sommario 32 34 36 41 8 39 40 46
Slide 2: Acquisizione Il successo è nell’integrazione Oltre a fornire i veicoli, un buon noleggiatore deve saper integrare competenze appartenenti a mercati e settori differenti: automotive, di Carlo Leone finanziario, amministrativo, della comunicazione. he cosa differenzia i noleggiatori l’uno dall’altro? Qual è la chiave del successo nei confronti dei clienti? L’azienda che si appresta a scegliere un fornitore per i servizi di noleggio a lungo termine dovrebbe porsi queste domande per comprendere le dinamiche che regolano questo mercato ed effettuare, di conseguenza, una scelta che non sia basata solo sul prezzo e sulla valutazione dei servizi proposti, ma anche sulla considerazione del modello organizzativo e di servizio che i diversi noleggiatori hanno scelto. Apparentemente, l’insieme di prodotti e servizi offerti dai noleggiatori a lungo termine (Nlt) si configura come una “commodity”, uguale o molto simile in tutte le proposte, a partire dall’elemento più evidente, la fornitura dell’auto. Nella realtà non è così: i servizi di Nlt sono in realtà complessi e integrati e presuppongono l’organizzazione efficace ed efficiente di una lunga serie di fornitori e di sottoservizi, che devono essere opportunamente integrati e coordinati. C Dall’acquisizione dell’auto all’integrazione dei servizi L’introduzione del modello del Nlt nelle aziende è stata un’esperienza di successo, pensata e voluta 4 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010 come un’alternativa all’acquisizione diretta del veicolo, con una serie di vantaggi legati al finanziamento, al cash flow e alla rivendita dell’usato. Questa caratteristiche, che erano già proprie del leasing, nel Nlt sono state integrate da una serie di servizi che hanno contribuito sempre di più a qualificare il noleggiatore non solo come un fornitore di automezzi, ma soprattutto come un integratore di servizi professionali. E’ il concetto del “full rent”, tutto incluso, che vede di volta in volta il noleggiatore vestire i panni di specialista in molteplici attività. Innanzi tutto, il Nlt è un finanziatore, un erogatore di servizi finanziari per conto del cliente, che ottiene l’obiettivo di una maggior liquidità in cambio di un canone finanziario mensile. Il Nlt non si limita a mettere a disposizione del cliente della liquidità, ma la impiega direttamente nell’acquisto del mezzo, diventando un importante operatore sul mercato dell’auto, con la capacità di stringere accordi strategici con i produttori e con i distributori. La gestione del ciclo di acquisto e vendita dei mezzi è una componente molto importante dell’attività gestionale del Nlt, che si traduce in una capacità previsionale dei valori sempre più raffinata. In periodi di turbolenza economica, i Nlt hanno assor-
Slide 3: Acquisizione mento irrinunciabile, senza però trascurare il tradizionale contact center, dato che gli utilizzatori sono spesso in viaggio quando hanno bisogno di informazioni, anche urgenti, e non hanno sempre la possibilità o il tempo di accedere ad Internet. Quindi il Nlt non è un semplice fornitore di auto, come a prima vista si potrebbe essere tentati a pensare, ma un integratore di servizi appartenenti a settori e mercati diversissimi: automotive (mercato sia del nuovo che dell’usato), finanziario, amministrativo, della comunicazione. Il tutto declinato per tipologie di clienti diversissime: la grande azienda, l’azienda pubblica, con tutte le sue particolarità legislative e regolamentari, e i nuovi mercati delle piccole e piccolissime aziende e dei privati. Un lavoro d’integrazione piuttosto complesso, che i Nlt hanno scelto di svolgere con modelli e approcci differenti. Per l’azienda che si appresta a scegliere i partner di Nlt, quindi, è importante comprendere come viene orchestrato il modello d’integrazione di ciascun Nlt e su quali presupposti sia basato: le differenze sono a volte notevoli (come la scelta di effettuare alcune operazioni con propria struttura o in outsourcing) e le relazioni che si vengono a scoprire tra Nlt, casa automobilistiche e fornitori di servizi di fleet management sono utilissime per costruire una mappa di relazioni all’interno del mondo dell’auto. bito importanti minusvalenze generate da imprevedibili perdite di valore residuo, che poi hanno cercato di recuperare in misura più o meno consistente negli anni successivi. La redditività dal punto di vista finanziario e dell’investimento resta un caposaldo della capacità gestionale del noleggiatore, tanto è vero che le istituzioni finanziarie globali sono entrate con decisione in questo mercato negli ultimi anni. Una volta acquisito il mezzo, il Nlt cambia nuovamente abito, e si trasforma in un gestore amministrativo di pratiche d’immatricolazione, tasse di circolazione e assicurazioni: un ruolo che continuerà ad avere durante tutto il ciclo di vita interno dell’autoveicolo e che si amplierà con l’invio di reportistica sia standard sia personalizzata per il cliente. Durante tutto il contratto di Nlt, si occuperà della manutenzione del veicolo e di tutta una serie di servizi complementari molto importanti come la gestione delle emergenze o la fornitura di servizi di pagamento elettronico per il carburante. Infine, date le caratteristiche dei servizi svolti, che si rivolgono ad una pluralità di utilizzatori, il Nlt deve costruire un’infrastruttura di comunicazione efficace, che vede sempre più nel web un stru- L’integrazione dal punto di vista dell’azienda Ogni azienda, nel momento in cui si appresta a scegliere la migliore modalità organizzativa e di acquisizione per le proprie auto aziendali e per i servizi di gestione, deve riuscire a ragionare “out of the box”, senza seguire schemi precostituiti. In questo senso, il Nlt con il suo modello d’integrazione completo costituisce una delle possibili soluzioni, ma non l’unica. Ogni azienda dovrebbe cercare di costruire, basandosi sulla competenza del proprio fleet manager o di un consulente di flotta esterno, una mappatura ideale dei servizi necessari al buon funzionamento della flotta prendendo in considerazione tutte le proposte che il mercato mette a disposizione per la gestione di aree di bisogni più o meno ampie. Dal Nlt al fleet management, dalla fleet administration alle catene di officine indipendenti, dalle assicurazioni alle società petrolifere, e così via. L’azienda ha quindi la possibilità di scegliere diverse componenti di servizio e di integrarle essa stessa al proprio interno, arrivando al punto di acquisire il mezzo come una commodity (in acquisto, in leasing, tramite aste online, ecc.) e di “vestirlo” con LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 5
Slide 4: Acquisizione i servizi in base alla localizzazione territoriale, con quale procedura e frequenza sono qualificate e controllate le officine. Si potrebbe scoprire, per esempio, che la società di fleet management che si sta valutando per gestire la manutenzione in alternativa al Nlt, effettua gli stessi servizi di manutenzione anche per alcuni Nlt, su determinate marche e modelli: nasce così la possibilità di fare dei confronti interessanti e di valutare prezzi e servizi in relazione ai modelli d’integrazione alternativi che il fleet manager può scegliere. Dal punto di vista dell’integrazione con il “sistema azienda” del cliente, il Nlt va valutato in termini di adattabilità, personalizzazione e semplicità (processi, comunicazione, software, interfacce web) rispetto alla gestione separata di componenti di diversi fornitori, assemblati direttamente dall’azienda. Servizi integrati e servizi separati Il fleet manager può (o meglio “deve”) effettuare delle scelte consapevoli sul proprio modello di servizio di gestione flotta, una volta esaminate le alternative presenti sul mercato e approfondito il modello d’integrazione dei diversi Nlt. Quali sono gli elementi di servizio sui quali il fleet manager dovrà riflettere per individuare la combinazione di gestione migliore? Essi costituiscono anche le macro componenti dei servizi di Nlt e si riflettono nel canone, come variabili che lo condizionano. In generale, il canone di Nlt è determinato da questi elementi: il costo del veicolo, il costo del denaro, le tariffe orarie dei servizi di manutenzione, i costi di gestione amministrativa e il valore residuo. Pertanto, il fleet manager, attraverso un’accurata indagine sul modello d’integrazione del Nlt, si troverà a considerarne anche la qualità dei servizi proposti in relazione alle alternative offerte dal mercato, e, aspetto molto importante, a valutarne la congruità rispetto al canone richiesto, che il fleet manager può chiedere al Nlt di scorporare dettagliatamente nei suoi elementi costitutivi (offerte a “open book”). Per ottenere tutte le informazioni necessarie a valutare i diversi servizi, il fleet manager dovrà stimolare i Nlt a rispondere a domande specifiche, fornendo informazioni che a volte i Nlt non danno se non vengono richieste dal fleet manager nell’ambito di un processo di Rfi/Rfq, quali il costo del denaro che viene applicato al contratto di Nlt, lo sconto sull’acquisto della vettura, concordato con il fabbricante, i valori residui, i costi amministrativi di gestione e di “full outsourcing”. I una serie di servizi personalizzati e scelti tra le proposte di mercato più aderenti alle esigenze dell’azienda stessa. In questo contesto, il modello del Nlt risulta superiore all’acquisto di beni e servizi scorporati solo se dimostra una migliore e maggiore capacità d’integrazione, erogando una maggiore qualità, efficienza ed economicità. È questa la vera essenza del Nlt in chiave attuale e moderna. Per questo le scelte organizzative dei Nlt sono importanti per il cliente, che le dovrebbe analizzare per verificarne la rispondenza alle proprie esigenze gestionali. Durante la fase di Rfi che precede una gara o una richiesta di quotazione (Rfq) il fleet manager dovrebbe raccogliere informazioni sul modello organizzativo dei servizi forniti dal Nlt. Non è banale sapere, per esempio, se il call center è costituito da dipendenti del Nlt o è in outsourcing, quali strategie di outsourcing (e di insourcing) il Nlt sta mettendo in pratica, come sono organizzati e integrati 6 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 5: Mercato I Sicily by Car e Rhiag per le flotte A distanza di poche settimane dall’accordo per la manutenzione e riparazione delle flotte raggiunto con Avis, Rhiag, distributore leader di componenti per auto, continua a muoversi nella direzione del noleggio a breve termine e stipula un nuovo contratto con Sicily by Car - Auto Europa, compagnia leader nell’autonoleggio da oltre 45 anni. L’accordo prevede che Rhiag metta a disposizione della flotta Sbc la propria rete di officine multimarca “a posto”, 1500 centri in tutta Italia in grado di effettuare interventi su vetture nuove e usate con competenza, qualità e convenienza. Il contratto con Sicily by Car - Auto Europa comprende i servizi di manutenzione e riparazione, la presa e riconsegna del mezzo e la gestione centralizzata degli eventuali claims. Grazie alla piattaforma on-line Arianna di proprietà, Rhiag garantisce la gestione di preventivazione, authority e fatturazione unica mensile. instant messaging, informazioni pratiche e giochi on line, sia a veicolo fermo che durante la guida. Dalla fine del mese di marzo Citroën WiFi On Board è disponibile per i monovolume Citroën C3 Picasso e C4 Picasso, Nuova C3 e DS3; entro la fine dell’estate 2010 sarà esteso a tutti i veicoli della gamma, veicoli commerciali leggeri compresi. I Citroën introduce il wifi on board Citroën propone, per tutta la gamma, un equipaggiamento per accedere a Internet a bordo dell’auto: Citroën WiFi On Board, un dispositivo che permettere ai passeggeri di collegarsi alla rete durante i viaggi, ottimizzando il tempo dedicato agli spostamenti. Il dispositivo, semplice da utilizzare, è composto da un modulo WiFi proposto come accessorio, e installato nel veicolo, che offre una connessione wireless continua. Con la connessione Internet disponibile nell’intero abitacolo, Citroën WiFi On Board permette l’accesso a tutti gli occupanti contemporaneamente a e-mail, I Grande successo per Mazda3 Eco race Si è conclusa il 9 giugno scorso la prima edizione della manifestazione sportiva “Mazda3 eco race” che ha visto confrontarsi sul Circuito Internazionale Il Sagittario, nei pressi di Latina, otto equipaggi composti da cinque piloti ognuno, tra giornalisti, rappresentanti di Mazda Italia e appartenenti alle più famose compagnie italiane di autonoleggio. Tre le competizioni, il cui punteggio cumulativo avrebbe decretato l’equipaggio vincitore assoluto: Kart Endurance, Formula Challenge ed Economy Race. Per qualcuno era il primo confronto con una pista, ma è bastato davvero pochissimo tempo per diventare affiatatissimi e cominciare e concertare insieme strategie di attacco e di difesa. Il secondo giorno, infatti, ha visto Mazda3 dare il suo meglio in pista, sfoggiando il piacere della guida, performance eccezionali e innegabili risparmi di carburante: proprio a questo faceva riferimento il nome di Mazda3 Eco race dato all’evento. La gara conclusiva, infatti, aveva l’obiettivo di percorrere il maggior numero di giri di pista con il carburante contingentato, con ogni componente dell’equipaggio che si alternava alla guida a bordo della propria auto. Durante i cambi guida all’interno della corsia box una difficoltà aggiuntiva: mini-test multiple choice con domande su prodotto Mazda3 e su tecniche di guida. Si è aggiudicato il primo premio l’equipaggio composto dai rappresentanti delle Compagnie di autonoleggio, autodefinitisi “Le Flotte volanti”. Si è chiusa così una due giorni all’insegna della competizione, dello spirito sportivo e del divertimento, che potrebbe diventare il primo di una serie di appuntamenti nei quali continuare a mettere in pratica i valori Zoom Zoom del marchio Mazda. 8 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 6: Mercato I Leasys leader nel noleggio verde I Mercedes Classe R 2010, massima versatilità Grande successo per la nuova Mercedes Classe R in occasione della première mondiale al Salone Internazionale dell’Automobile di New York. A renderla ancora più intrigante non sono solo la gestione ottimizzata degli spazi, comfort d’eccellenza e i moderni propulsori a benzina ereditati dal precedente modello e che si segnalano per la straordinaria erogazione di potenza e per l’elevato livello di comfort, ma anche i diesel ottimizzati. «Abbiamo apportato modifiche di fondo alla Classe R che l’hanno resa ancora più accattivante e raffinata, mantenendo però i vantaggi di questo concept unico di vettura» ha detto Thomas Weber, Responsabile del Corporate Research and Development di Mercedes-Benz Cars. «La strategia BlueEFFI-CIENCY rende Classe R il modello più parsimonioso ed ecologico del segmento». A parità di potenza e con prestazioni superiori, R 300 CDI BlueEFFICIENCY consuma 7,6 l/100 km, cioè circa il 7% in meno di carburante rispetto al precedente modello. Insomma, la nuova generazione di Classe R conferma la sua personalità unica: i designer, infatti, si sono concentrati principalmente sulla parte anteriore che è stata completamente rinnovata. Gli interventi hanno accentuato l’impressione di larghezza della vettura, che appare anche più armoniosa, sportiva e dinamica. colazioni di veicoli nuovi del 27% e chiedono l’allineamento delle normativa fiscale ai livelli europei. Ma parlare di long term rental eco è ancora più arduo perché il noleggio, oltretutto, paga la mancanza di quegli eco-incentivi che nel 2009 hanno spinto molti privati verso le auto meno inquinanti e che le aziende del settore chiedono da anni. matricolazione, la messa su strada, l’assicurazione e la tassa di proprietà. Ald Automotive metterà a disposizione tutta la sua esperienza attraverso le proprie infrastrutture e strumenti: gestione delle pratiche amministrative e delle multe, servizio clienti dedicato, auto sostitutiva e soccorso stradale 24 ore su 24, manutenzione ordinaria e straordinaria presso la rete di assistenza Mazda. Inoltre Ald Automotive affiancherà le concessionarie con un sistema di quotazione on-line dedicato al prodotto Mazda Rent, che permetterà di generare offerte finali e personalizzate per la propria clientela. Un canone fisso mensile comprensivo di tutti i servizi consentirà, pertanto, non solo di pianificare e calcolare i costi relativi alla gestione dell’auto, di beneficiare di tempi più brevi per le procedure burocratiche, ma anche di evitare i problemi legati alla gestione dell’auto di proprietà. LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 9 Una ricerca commissionata al Centro Studi Fleet&Mobility da Leasys SpA, società leader del noleggio a lungo termine in Italia che ha riunito i due storici brand Leasys e Savarent, ha fatto il punto sulle immatricolazioni di auto ibride, metano e GPL nel settore. I dati rivelano che oggi la percentuale delle vetture a bassa emissione di CO2 sul totale delle immatricolazioni del noleggio a lungo termine si attesta sul 2%. Leasys Spa (con il 42% di Leasys unito al 10% di Savarent) è primo player assoluto di mercato (Arval, secondo, si attesta al 17%, seguono Ald automotive e Leaseplan rispettivamente con l’8 e il 7%). Delle auto eco immatricolate da Leasys oltre il 97% sono su vetture dei brand Fiat, la casa del Lingotto dispone infatti della più ampia gamma di auto pulite con motorizzazioni capaci di soddisfare esigenze molteplici. A dominare le nuove immatricolazioni eco nel noleggio sono infatti i brand di Fiat Group Automobiles che, con una quota superiore al 70%, conferma il suo ruolo leader nel mercato, dove da anni è presente con diversi modelli tra le prime dieci auto noleggiate in Italia. Dati alla mano, anche nelle immatricolazioni verdi quattro delle prime cinque auto al vertice sono a marchio Fiat, con oltre il 45% del mercato occupato dalla Grande Punto, seguita da Panda (15,9%), Multipla (5,3%) e Bravo (4,2% a parimerito con la Ford Focus). Le eco-immatricolazioni del noleggio vedono al secondo posto, ampiamente distaccata con circa il 7% Volkswagen seguita da Ford, Renault, Opel mentre altri marchi concentrano il 10% del totale. Della piccola fetta della torta del noleggio oltre il 90% dei veicoli sono alimentati a benzina e GPL (47%) e benzina e metano (44%), mentre è più ridotta l’offerta di quelli esclusivamente a metano (5%) e con motore benzina-elettrico (4%). Il noleggio a lungo termine, come tutto il mondo della produzione e dei servizi, è reduce da un anno quantomeno difficile. I dati diffusi da Aniasa all’inizio di marzo rilevano un crollo nelle immatri- I Nasce Mazda Rent in partnership con Ald Automotive Si chiama Mazda Rent ed è il nuovo prodotto di noleggio a lungo termine lanciato dal marchio nipponico in partnership con Ald Automotive. Grazie a questo accordo, Mazda Rent permetterà ad ogni concessionario della sua rete di proporre alla propria clientela vetture secondo la formula del noleggio a lungo termine garantendo, quindi, anche l’im-
Slide 7: Mercato I Athlon, il futuro è elettrico Dal 2012 si potranno noleggiare intere flotte di auto elettriche: è l’ambizioso obiettivo che ha raggiunto Athlon, una delle poche realtà nel mondo del car lease a fare ricerca. “La Blue Mobility è il futuro del noleggio: efficiente, conveniente e responsabile. Un noleggio che potete già chiamare per nome. Io sono con il 10%. Gli altri colori raggiungono percentuali poco significative. Continua quindi questa corsa a due con risultati molto vicini, che ha visto trionfare il grigio nel 2007, il bianco nel 2008 e ancora il grigio nel 2009. I dati derivano da uno studio che ha analizzato gli acquisti di autovetture nel 2009 di LeasePlan Italia. Un’analisi di più ampio periodo consente di affermare che ormai il nero e blu, che una volta erano i colori leader nelle aziende, sono stati sostituiti da colori che vanno incontro anche alle esigenze dei driver, che utilizzano l’auto anche per uso personale. Questo aspetto influen- za certamente la scelta dei colori. Un tempo le auto delle aziende erano quasi esclusivamente blu o nere, mentre oggi la tavolozza si è arricchita di molti altri colori. Certo le scelte più audaci sono ancora rare, ma si è raggiunto un ragionevole compromesso che vede prevalere colori abbastanza neutrali come il grigio o il bianco. Il colore dell’auto aziendale ha un impatto diretto sulla valutazione di un’auto usato a fine noleggio e dunque sulla sua rivendita. Pertanto i noleggiatori sono sempre molto attenti alle tendenze del mercato e agli orientamenti anche in termini di colori preferiti. Luigi Epomiceno, General Manager di Athlon Car Lease Italia, teniamoci in contatto e iniziamo a darci del Blue”. Così, infatti, recita lo slogan di Athlon a proposito del noleggio di auto elettriche. «Tutto quello che facciamo è pensato per dare alle esigenze di mobilità la soluzione più funzionale, valida oggi e conveniente anche nel futuro, perché siamo convinti che l’innovazione sia utile solo se risolve problemi concreti, rendendo più semplice ogni aspetto del lavoro e della quotidianità» continua Epomiceno. Ma l’innovazione per Athlon è una costante e oggi sta preparando, con la collaborazione di importanti università europee, un programma in cinque fasi che cambierà il concetto stesso di mobilità: implementazioni di servizi addizionali di mobilità al noleggio a lungo termine tradizionale; utilizzo di trasporti alternativi; riduzione del 20% delle emissioni di CO2 della flotta circolante; tradurre il savings per migliori azioni di business; reinvestire sulla mobilità sostenibile o compensare i valori d’emissione. I Le elettriche? Troppo silenziose I produttori di auto ibride ed elettriche non lo avevano messo in conto: sono fin troppo silenziose. E procedendo in silenzio per le vie potrebbero diventare fonte di incidenti, soprattutto nei confronti dei pedoni che nei parcheggi o attraversando la strada rischiano di non avvertirne la presenza, ancor più se non vedenti. Da qui l’idea: aggiungere alcuni rumori, come fischi e rombi, a queste auto super-ecologiche. Pedone avvisato, mezzo salvato. La prima Casa a porsi il problema è stata Nissan, che si prepara la lancio planetario della sua auto elettrica Leaf (in Italia arriverà solo nel 2011, ma negli Usa e in Giappone sarà in vendita prima di Natale): in questa autovettura a emissioni zero ha inserito un “sistema acustico di sicurezza per i pedoni” che emette una sorta di fischio all’avvicinarsi di un ostacolo, grazie ad alcuni sensori montati al suo interno. Questo significa che vicino a un pedone che attraversa la strada, o che occupa la carreggiata, l’auto da sé crea un rumore che avverte della sua presenza. Stessa tecnica utilizzata per la retromarcia, utile soprattutto in fase di parcheggio o per manovre repentine, magari in seconda fila. In questo caso la vettura emette un suono a intermittenza per segnalare la sua manovra. I Le auto aziendali preferiscono il grigio Il colore preferito dalle aziende italiane che scelgono il noleggio a lungo termine è nuovamente il grigio, che conquista il primo posto nella graduatoria con il 27%, seguito a breve distanza dal bianco che raggiunge il 26%. Al terzo posto più staccato il nero con il 16%, più indietro il blu all’ 11% e l’argento 10 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 8: Accessori 2 Gestione sì, ma via satellite I dispositivi di navigazione satellitare si sono evoluti in sofisticati sistemi di fleet management che mettono a disposizione utilissime applicazioni per ottimizzare la gestione della flotta, consentendo tra l’altro di ridurre i costi e le emissioni. di Mauro Serena uando affrontiamo il tema della navigazione satellitare c’è una differenza sostanziale tra le esigenze del singolo automobilista e quelle della flotta: quest’ultima richiede delle soluzioni integrate che permettano di localizzare e organizzare un elevato numero di veicoli, di dialogare con tutte le funzioni interne interessate e di ottenere miglioramenti gestionali immediatamente traducibili in risparmi che devono rappresentare un adeguato ritorno dell’investimento anche dal punto di vista economico. Pertanto l’applicazione efficace di queste tecnologie alla flotta non consiste tanto nell’installazione su larga scala di navigatori più o meno dotati di funzionalità avanzate, quanto nell’adozione di una vera e propria soluzione integrata di fleet management hardware e software. Applicazioni di questo tipo sono molto utili a tutte le flotte perché aiutano a gestire la complessità. Vi sono però alcuni fleet manager che sono più interessati di altri alle soluzione di gestione basate sulla tecnologia gps, a causa delle caratteristiche dei processi di distribuzione e vendita delle loro aziende, in particolare nei settori della manutenzione e dell’impiantistica, dei servizi di Q installazione, della logistica e distribuzione, delle spedizioni, della sicurezza: strutture, quindi, che vedono nel presidio del territorio un’importante leva competitiva e nella sua gestione efficiente un fondamentale elemento di successo. I sistemi di gestione satellitare della flotta sono utili anche nella gestione di qualsiasi forza di vendita. Tecnologia e applicazioni Le soluzione offerte dai leader del mercato, pur nascendo da esperienze, sistemi e presupposti differenti, presentano una traccia comune che consente di evidenziare le caratteristiche fondamentali dei sistemi di navigazione per le flotte, che possono quindi essere definiti attraverso le loro funzionalità: la localizzazione della flotta per le esigenze di presidio del territorio e di servizio ai clienti, la navigazione bidirezionale tra driver e centrale di controllo, avanzate funzionalità di scaricamento dei dati e di produzione di reportistica, senza che l’automezzo debba passare dalla centrale e fermarsi. Completano il quadro alcune applicazioni speciali, peculiari a ciascun produttore, per esempio per la gestione certifica- 12 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 9: Accessori 2 ta della catena del freddo o il controllo delle emissioni di CO2. Una delle soluzioni più conosciute, anche grazie alla notorietà del suo omologo prodotto consumer, è quella offerta da TomTom Work, divisione dell’olandese TomTom NV, che si basa sulla tecnologia “plug and play” senza la necessità di adottare alcun software speciale o di coinvolgere le funzioni di IT: tutto ciò che serve è un navigatore connesso al servizio di gestione e di comunicazione basato sul web TomTom Webfleet. Grazie a questa semplice installazione è possibile comunicare in maniera bidirezionale con i driver, anche attraverso il proprio personal computer in ufficio, permettendo all’azienda di organizzare la flotta in tempo reale e ai conducenti di eseguire le istruzioni in maniera sequenziale e aggiornata in base alla loro posizione aggiornata. Una funzionalità particolarmente importante per il fleet manager è quella che permette di produrre una reportistica completa e avanzata sui chilometri percorsi, a fini fiscali e di rimborso. Tra i vantaggi per il conducente da tempo si sottolinea il fatto che una navigazione facile e chiara sia fondamentale per ridurre lo stress di chi trascorre l’intera giornata alla guida e come uno stile di guida più rilassato contribuisca a ridurre i consumi di carburante, anche grazie al controllo in tempo reale dei tempi e delle destinazioni da parte sia del driver sia della centrale di assistenza in azienda. Con oltre 120.000 veicoli equipaggiati, Masternaut è leader europeo secondo l’istituto di ricerche Bergh Insight, ed è commercializzato in Italia dalla società di consulenza e distribuzione Trk, che attraverso la scelta del partner francese fornisce servizi di geolocalizzazione, aiuto ai conducenti e scarico di informazioni dal veicolo, integrati attraverso un portale web e un insieme di servizi associati di installazione e supporto. Inoltre, grazie all’acquisizione della società Webraska (servizi cartografici e di gps) e al possesso del brevetto esclusivo della tecnologia di lettura Can Bus senza contatto, la società ritiene di poter sviluppare importanti vantaggi dal punto di vista tecnologico. A partire dagli utilizzi aziendali a supporto della gestione ottimizzata della flotta, i sistemi di software basati sulla navigazione consentono di cogliere obiettivi ancora più ambiziosi, quali le attività di pianificazione e progettazione del traffico e dei trasporti di intere aree territoriali, attraverso gli studi di mobilità condotti in collaborazione con le amministrazioni pubbliche. La fornitura di software dedicati all’ingegneria del traffico è uno dei principali campi di applicazione della società Tps, che ha sviluppato e implementato modelli di trasporto pubblico e privato, offrendo un approccio sistematico che va dall’analisi ambientale e degli impatti territoriali, fino ai rilievi dei flussi veicolari e di trasporto. Inoltre, grazie alla tecnologia Ptv, basata su un software che consente di gestire autocarri per trasporto merci e flotte di auto aziendali e di sviluppare soluzioni personalizzate e che permettano l’integrazione con le altre applicazioni esistenti, Tps offre “sistemi intelligenti di mobilità” non solo utili per ottimizzare percorsi e tempi e pianificare le tappe di consegna presso i clienti, ma anche per controllare i costi e preparare i preventivi di trasporto. I vantaggi delle soluzioni di navigazione I motivi per i quali una flotta dovrebbe adottare queste tecnologie sono svariati. TomTom, indica, tra i principali obiettivi che il cliente di queste soluzioni dovrebbe porsi, la possibilità di essere sempre connesso, la tecnologia intelligente e la facilità d’installazione e d’uso. Una buona comunicazione è sinonimo di una buona gestione: quando la comunicazione diventa bidirezionale e in tempo reale, l’efficacia e l’efficienza dei processi possono essere sfruttate appieno e il servizio erogato al cliente acquista valore, fino al punto di poter seguire direttamente il percorso del prodotto acquistato tramite l’accesso diretto a Webfleet previa fornitura di una password per l’accesso codificato. Un altro grande vantaggio è quello di poter monitorare qualsiasi dimensione quantitativa dei processi legati alla gestione della flotta e di poterne ottenere report dettagliati e puntuali. D’altro canto, l’utilizzo di queste tecnologie può aiutare a rispondere ad una serie di quesiti non solo relativi al posizionamento e all’ottimizzazione della flotta, ma anche ai servizi di vendita, distribuzione e assistenza che l’azienda effettua LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 13
Slide 10: Accessori 2 Abbiamo parlato di: Soluzione Azienda Sito e contatti Principali prodotti TomTom Work TomTom N.V. tomtomwork.com/it TomTom Go 7000 Truck, TomTom Work Active, TomTom Work Compact 100.000 Masternaut Trk S.r.l. trkitalia.it Geoloc, Mastercold, Tacho Remoto, Geonav, Ecocan 120.000 Ptv Tps (Transport Planning Service) tpsitalia.it Map&guide, Ptv Intertour, componenti di sviluppo 50.000 Installazioni in Europa) tramite la flotta. Trk, attraverso l’utilizzo della tecnologia Masternaut, si preoccupa di fornire al suo cliente la risposta a domande quali: è stato eseguito l’intervento tecnico nei tempi previsti? La merce sarà stata consegnata? Riusciremo a consegnarla prima che il magazzino chiuda? Ma soprattutto: sto ottimizzando al meglio le mie risorse, oppure sto sprecando tempo e denaro? Infine, non bisogna trascurare gli aspetti di flessibilità, integrazione e personalizzazione delle soluzioni proposte. Gli obiettivi che l’azienda si prefigge attraverso l’adozione di questi sistemi devono tenere conto delle specificità di ciascun cliente, permettendo lo sviluppo di componenti ad hoc. Ptv, in questo ambito, assicura soluzioni di sviluppo per applicazioni sia locali sia distribuite e soluzioni software di navigazione “customizzabili” grazie alla possibilità di modifica delle impostazioni standard per adattarle ai più svariati dispositivi hardware, anche grazie a servizi di consulenza e di supporto dedicati. re le soluzioni più appropriate, proiettarne la portata nel tempo e nello spazio, valutare i servizi accessori costituiscono un’attività di preparazione importante per la decisione. Il mercato offre continue evoluzioni e i protagonisti di questo settore rappresentano un bell’esempio in un panorama economico globale che si tende sempre a descrivere a tinte fosche e che, invece, presenta aree di eccellenza tecnologica e di crescita costante. Mentre TomTom Work ha festeggiato a marzo il Fattori di successo e tendenze future Un ricerca dell’istituto Bergh Insight ha tratteggiato le tendenze future del fleet management basato sull’utilizzo di dispositivi di localizzazione. Una prima tendenza emersa è la crescita esponenziale delle grandi società di caratura europea a scapito delle piccole realtà locali, soprattutto grazie alle maggiori risorse che le prime sono riuscite ad investire per sviluppare soluzioni altamente tecnologiche e, soprattutto, personalizzabili sulla base delle richieste del mercato. Tra queste, un accento particolare viene posto all’importanza sempre maggiore attribuita in futuro al download da remoto dei dati (tachigrafo digitale) e alle funzionalità legate alla guida ecologica e al risparmio di carburante. L’adozione di queste soluzioni da parte del fleet manager, va pianificata e monitorata come una vera e propria operazione di fleet management, lungi dall’essere la semplice installazione in massa di navigatori sui veicoli della propria flotta. Analizzare e comprendere le proprie esigenze, studia14 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010 raggiungimento delle 100.000 unità gestite attivamente attraverso TomTom Webfleet, ha annunciato un’importante partnership con la tedesca Software AG per gestire le flotte con oltre 500 veicoli che, attraverso l’unione di telematica e IT, permette di ridurre le emissioni attraverso un’accurata ed intelligente pianificazione delle risorse. Anche Masternaut, pone l’accento sull’eco-guida, attraverso un prodotto come Ecocan che, oltre a migliorare i consumi e la manutenzione del veicolo, ha l’indubbio vantaggio di non richiedere l’installazione di alcuna centralina. Ptv, infine, è da tempo impegnata nella fornitura e nello sviluppo di soluzioni per il “geomarketing”. Un occhio particolare va ovviamente posto ai costi e ai ritorni delle varie soluzioni, tenendo anche in considerazione che stanno per essere lanciate sul mercato formule di acquisizione di soluzioni estremamente vantaggiose per le aziende, come, ad esempio, quelle che prevedono il noleggio ed il finanziamento dell’hardware. I
Slide 11: Accessori Rivoluzione annunciata L’avvento del multimediale ha dato un impulso deciso anche al settore del car entertainment. La musica viene così a rappresentare la componente di base di un sistema che si rivela oggi sempre più integrato con gli strumenti di comunidi Anna Fraschini cazione mobile. n origine fu l’autoradio. Una vera rivoluzione, negli Anni Trenta. Ma ben presto apparve superata. Anche al volante si cominciò a sentire l’esigenza di contenuti personalizzabili. E Chrysler, nel 1956, lanciò l’“Highway hi-fi”, un lettore di audiocassette da installare nel cruscotto. Il successo è immediato e dilaga in tutto il mondo. Passano i decenni, si delinea all’orizzonte una vera rivoluzione: il digitale. Oggi la musica non è che una delle infinite funzioni offerte dal sistema di entertainment di bordo. Tv e videogame player sono ormai considerati quasi indispensabili e non solo da chi trascorre in auto molte ore al giorno. L’impianto stereo diviene spesso il punto di partenza dell’evoluzione verso il car theater. Ma se è vero che la maggior parte dei driver sembra accontentarsi di un buon ascolto stereofonico (magari sdoppiato su quattro diffusori, nei due comparti dell’abitacolo), l’avvento di supporti come dvd video, dvd audio e super audio cd ha creato una nuova dimensione del car entertainment. Complici anche i display lcd ultrapiatti, nati per garantire una fruizione coinvolgente dello spettacolo. Il mondo dell’informatica, da parte sua, non è rimasto certo a guardare. Se tra le mura domestiche I ha fatto capolino l’Htpc, ossia il computer da sfruttare come sorgente e processore per l’intero universo home theater, in auto è entrata con decisione la sua versione “mobile”, il CarPc. Si tratta in pratica di un vero e proprio computer multimediale, installato direttamente in plancia oppure esterno, che rappresenta il cuore pulsante dell’intrattenimento su ruote. In questo modo il sistema dialoga con disinvoltura con iPod e IPhone, integra un lettore dvd, un hard disk e accoglie tutta le potenzialità dell’informatica: riproduzione audio di ogni genere, lettura di video in infiniti formati, connessione a internet, navigazione durante gli spostamenti e, grazie al supporto di mouse e tastiera wireless ad hoc, possibilità di lavorare in auto con i consueti strumenti di produttività. Il controllo e la gestione del dispositivo avviene tramite monitor lcd, sempre più spesso di tipo touch screen, mentre la disponibilità di porte usb rende semplice e immediato ogni tipo di aggiornamento. Il mercato, intanto, è in continua evoluzione. Ecco cosa propongono i principali marchi di car entertainment come assoluta novità 2010. Linguaggio evoluto Con il lancio di iXA-W407BT, Alpine completa la sua gamma di digital media station che, grazie all’elevato livello di connettività, offrono accesso alla musica, ai video caricati sull’iPod, al sintonizzatore tv, alla navigazione e alla videocamera per l’assistenza alla guida. L’apparecchio è progettato con display da 7’’ dotato d’interfaccia touch screen con Scrollview. In questo modo si controllano tutte le funzioni della sorgente direttamente dallo schermo; è sufficiente muovere un dito sul display per sfogliare i menu dei brani e dei video dell’iPod, degli spettacoli tv e dei video podcast. Inoltre attraverso la funzione “direct touch” si riproducono i file audio e video dalle chiavette usb, gestendoli direttamente dal monitor. Grazie alla funzione Bluetooth integrata, la sorgente può essere collegata ai cellulari compatibili per sfruttare la comodità del servizio vivavoce. Gli aggiornamenti del software Parrot garantiscono la compa- Grazie all’elevato livello di connettività, la digital media station iXA-W407BT di Alpine offre accesso a una gamma completa di contenuti multimediali. 16 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 12: Accessori tibilità con i cellulari delle prossime generazioni. È inoltre disponibile la funzione Dual Zone che permette di collegare l’apparecchio ai monitor Alpine: in questo modo, mentre i viaggiatori sui sedili posteriori si intrattengono con film o giochi, quelli seduti anteriormente possono ascoltare la musica preferita. Oltre ad essere un avanzato riproduttore di file audio e video, iXA-W407BT è anche un utile strumento per l’assistenza alla guida. È possibile collegarlo ai sistemi di navigazione fissa e portatile di Alpine e alla videocamera HCEC107D, offrendo così un valido aiuto in caso di parcheggio difficile o manovre in spazi ristretti. Jvc ha lanciato il sintolettore doppio-din multimediale KW-AVX830. Il modello è dotato di tecnologia Bluetooth che consente di accedere, con il Phone Book Access Profile, alla rubrica telefonica dell’iPhone e chiamare direttamente i numeri memorizzati sul telefono. Inoltre, dai cellulari compatibili si possono trasferire manualmente fino a 500 contatti. Quando si effettua una chiamata tramite connessione Bluetooth si può passare con semplicità da un telefono a un altro, per esempio da quello di lavoro a quello privato. Molto versatile, l’ampio monitor widescreen touch panel da 7” è dotato di un sensore che riconosce il movimento della mano e visualizza le icone dei tasti dei comandi, che se non utilizzati spariscono e lasciano il posto al solo menù principale. Il pannello frontale può essere rimosso e portato con sé nella sua custodia per una maggiore sicurezza contro il furto. Grazie alla connessione usb è possibile ascoltare o guardare i brani e i video preferiti caricati sull’iPod o sull’iPhone, riprodurre file audio mp3/wma/wav e file video jpeg/mpeg1/2 da lettori audio digitali e memorie flash. In più, le configurazioni dell’EQ avanzato ampliano la gamma di frequenza dell’apparecchio e regolano l’audio sempre in maniera ottimale, restituendo un suono dinamico anche con altoparlanti di tipo tradizionale. Dotata di Bluetooth, la serie di sintolettori KDC BT Dotata di Bluetooth, la serie di sintolettori KDC BT firmata Kenwood è pensata per chi vuole accedere in modo semplice e veloce alle tracce musicali preferite. Il nuovo sintolettore multimediale wide-screen KW-AVX830 di Jvc trasferisce in auto un’ampia gamma di funzioni interattive, proprio come in ufficio. a firma Kenwood è pensata per chi desidera avere sempre a portata di “orecchio” le tracce musicali preferite. Facilità di connessione e multifunzionalità sono i denominatori comuni della serie. Nella fascia alta della gamma si ritrovano i modelli KDC-BT60U e KDC-BT50U, che oltre a riprodurre le stazioni radio, cd, mp3 ed essere dotati di porta usb, sono entrambi compatibili con gli iPod e gli iPhone di ultima generazione. Tra le nuove funzioni disponibili vi sono il menu multilingua e il colore dei tasti e del display variabili, per un alto livello di personalizzazione. Inoltre, l’ampio display “flip” con vano nascosto del cd rendono la visualizzazione ancora più ampia: a 5 linee per il KDC-BT60U e 3 linee per il KDC-BT50U. La gamma include il modello KDC-B40U che, pur essendo posizionato in una fascia di prezzo particolarmente aggressiva, garantisce la compatibilità con iPod e iPhone ed è dotato di IR remote controller, e il modello KDC-BT30, l’entry-level della serie. Pioneer presenta le cinque nuove stazioni multimediali AVH. Progettate per offrire prestazioni audio e video di alta qualità a partire da sorgenti cd, dvd, sd e usb e da tecnologia wireless Bluetooth, garantiscono grande flessibilità di connessione a lettori portatili come iPod o iPhone. La gamma si articola in tre modelli a doppio din, AVH3200DVD, AVH-3200BT e AVH-P4200DVD e due modelli a din singolo, AVH-5200DVD e AVH-5200BT. Tutte le stazioni sono dotate di un’innovativa interfaccia utente grafica e di un ampio lcd touch screen per un controllo intuitivo: voci di menu personalizzabili, illuminazione dei tasti e un’ampia gamma di sfondi permettono di adattare il sistema al proprio stile. Sono disponibili cinque combinazioni schermopulsanti preimpostate, ma è anche possibile creare colori “su misura” per l’illuminazione della tastiera, utilizzando il selettore cromatico rgb. LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 17
Slide 13: Accessori Pioneer presenta cinque stazioni multimediali AVH, che garantiscono prestazioni audio e video di qualità a partire da sorgenti cd, dvd, sd e usb e da tecnologia wireless Bluetooth. L’azienda ha reso semplice e immediata l’interfaccia utente di questi sistemi: con la funzione Slide Touch viene facilitato lo spostamento fra i menu di controllo e all’interno di ampie liste di voci, è sufficiente sfiorare e trascinare il testo sul display. Inoltre, i menu indicizzati dei sistemi agevolano la navigazione, mentre i link rapidi Quicklinks permettono di passare al menu della propria sorgente o ai contenuti dell’iPod toccando lo schermo. I controlli diretti iPod/iPhone rendono possibile gestire il proprio dispositivo portatile direttamente dall’unità principale AVH; collegando l’iPod al terminale usb del sintolettore, si ha accesso a tutti i contenuti archiviati sul lettore multimediale digitale, selezionabili mediante il touch screen dell’unità principale. Con l’opzione “Abc search” si può effettuare una rapida ricerca attraverso gli elenchi di artisti, album e canzoni. E per il massimo della praticità, i lettori iPod/iPhone si ricaricano mentre sono collegati. Ogni unità è dotata di terminali di connessione per dispositivi di archiviazione usb, memory card secure digital e apparecchi dotati di uscite AV a minijack per funzionalità di riproduzione versatili. Grazie a un modulo Parrot Bluetooth integrato, i modelli AVH-3200BT e AVH-5200BT sono predisposti per la comunicazione in vivavoce. Se si utilizza un adattatore opzionale, è possibile usufruire di questa tecnologia anche sull’AVH-P4200DVD. Sony ha messo a punto due nuovi sintolettori audio/video multimediali della serie Xplod: XAV70BT e XAV-60. Le unità, a doppio din, sono fornite di un ampio display touch screen Wvga rispettivamente da 7” e 6,1”, che offre immagini in alta risoluzione da 800 x 480 pixel. Sono provviste di lettore cd/dvd/vcd in grado di supportare file audio mp3/aac/wma, file video divX/mpeg-1/mpeg2/mpeg-4 e file di immagine jpeg. Sono inoltre 18 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010 dotate di una porta usb ad alta velocità, per connettere qualsiasi lettore musicale digitale: iPod, iPhone, walkman o dispositivo di memoria usb. Oltre alla compatibilità con una vasta gamma di dispositivi, è offerta la possibilità di caricare e gestire dall’unità principale i file musicali memorizzati. A questo proposito, la Gui-Interfaccia grafica utente altamente intuitiva consente di effettuare le selezioni direttamente dal touch screen del sintolettore: quando si collega un iPod o un iPhone, è possibile procedere alla ricerca delle canzoni per artista, album o titolo direttamente dal display. Il layout della schermata di riproduzione mostra la copertina dell’album con il nome del brano, dell’album e dell’artista. Con una leggera pressione sul video compaiono pulsanti virtuali dedicati alle funzioni skip/shuffle/pausa. Per cambiare traccia o album è sufficiente far scorrere il dito sulla superficie del display. Selezionare la musica preferita è facile grazie alle funzioni Zappin e SensMe esclusive di Sony. Premendo il tasto “Zap”, il sistema inizia a sfogliare e a riprodurre brevi estratti dall’intera collezione musicale, per scegliere la colonna sonora adatta a ogni momento. Con la tec- Con il suo ampio display da 7”, il sintolettore audio/video multimediale Sony XAV-70BT offre immagini in alta risoluzione da 800 x 480 pixel. nologia 12 Tone Analysis si cataloga automaticamente la musica in vari tipi di “mood” (dance, relax, emotional...), creando un’ampia varietà di canali tematici all’interno dell’archivio musicale. Vi è inoltre una serie di mood specifici per le varie tipologie di viaggio: autostrada, tragitto casa-lavoro, andamento tranquillo a mezzanotte... Infine, per riprodurre musica in modalità wireless dal cellulare e per telefonare in vivavoce, il modello XAV-70BT integra la funzionalità Bluetooth. I
Slide 14: Pneumatici Pensiamoci ora Siamo nella bella stagione, ma non bisogna dimenticare che per la prossima occorrerà provvedere alle gomme invernali. I perché di una scelta indispensabile, di Luigi Ferrarini da programmare con il giusto anticipo. nella brutta stagione significa equipaggiare l’auto di “scarpe” adatte alle condizioni delle strade. Cioè con un efficace treno di pneumatici invernali, ossia gomme in grado di garantire tenuta di strada, grip e frenata ottimali a prescindere dalle condizioni meteorologiche. Boom di vendite Lo scorso inverno è stato quello in cui le vendite di pneumatici invernali ha raggiunto livelli da primato. Secondo Assogomma su 100 gomme vendute dall’aftermarket, quasi 20 sono state di tipo specialistico per la brutta stagione. L’incremento è enorme, se si pensa che fino al 2005 la quota delle gomme invernali raggiungeva a stento l’1% delle consegne. I motivi del boom sono molteplici: innanzitutto la coscienza degli automobilisti italiani si sta convertendo alla sicurezza, grazie anche alle efficaci campagne di informazione del ministero dei Trasporti e dei produttori di pneumatici. Ma anche la legislazione ha dato il suo contributo fondamentale, perché l’articolo 6 del Codice della Strada afferma che, in talune condizioni meteorologiche, l’ente proprietario della strada possa imporre l’utilizzo di mezzi antisdrucciolevoli o di speciali pneumatici per la marcia sulla neve o sul ghiaccio. Che, tradotto in parole semplici, significa equipaggiare obbligatoriamente l’automobile di pneumatici invernali o di catene da neve. Questo si è tradotto in delibere comunali, oppure da parte delle concessionarie di alcune strade e autostrade, che obbligavano per lunghi mesi a viaggiare con pneumatici adatti alla stagione. Pensiamo per esempio alla tratta appenninica dell’autostrada del Sole, la dorsale di collegamento tra l’Italia del nord e quella del centro, che da novembre a marzo ha obbligato tutti coloro che transitavano a munirsi di gomme specifiche invernali. Oppure a quasi tutte le province del Piemonte e del Veneto (per non parlare delle regioni più a nord, come la Valle d’Aosta, il Friuli e l’Alto Adige, dove l’obbligo è in vigore ogni anno da circa un decennio). Oppure ancora la provincia di Como e quella di Bologna. n lungo, rigidissimo inverno quello a cavallo del 2009-2010. Che ancora oggi, ai primi giorni d’estate, sta lasciando tracce indelebili, con abbondanti nevicate sopra quota 1500 metri. Un inverno, quello scorso, che si è trasformato in un vero e proprio calvario per centinaia di migliaia di automobilisti, alle prese con le difficoltà di circolazione dovute alle condizioni climatiche proibitive, dal nord al sud della Penisola. Il problema della mobilità invernale riguarda tutti coloro che si spostano in auto, non soltanto i residenti nelle località di montagna. Basta pensare alle catastrofiche nevicate che qualche mese fa hanno reso quasi impossibile la circolazione anche sulla costa adriatica. L’automobile è di gran lunga il mezzo più utilizzato per gli spostamenti privati e di lavoro. Afferma una recente ricerca dell’Isfort (Istituto superiore di formazione e ricerca sui trasporti) condotta in collaborazione con Federpneus (Associazione nazionale dei rivenditori specialisti di pneumatici) che ben il 79,4% degli spostamenti del 2009 è avvenuto con mezzi motorizzati, dei quali l’84,2% con l’automobile. In forte aumento, mentre tutti gli altri sistemi di locomozione (treno, aereo, mezzi pubblici, bici e a piedi) sono in regresso. L’automobile, dunque, è sempre più indispensabile. Per gli spostamenti, quindi, occorre tenere sempre più presente la sicurezza di marcia. Che U 20 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 15: Pneumatici Difficoltà di reperimento L’incremento delle vendite ha dato origine a un’estrema difficoltà di approvvigionamento. Complice l’inizio repentino della brutta stagione, molti automobilisti sono rimasti “a secco”, perché non hanno trovato le gomme invernali dal proprio fornitore, a volte dovendo rinunciare agli spostamenti in auto per settimane. Con conseguenti disagi nella mobilità, particolarmente fastidiosi soprattutto per chi usa l’automobile per gli spostamenti di lavoro. Perché è accaduto ciò? Perché la pianificazione della produzione, e di conseguenza degli ordini, parte molto prima dell’inizio della brutta stagione. Sembra paradossale, ma alle proprie gomme invernali occorre pensare... durante l’estate! Ovvero quando il prodotto entra in produzione, per poi essere distribuito nella rete di vendita in autunno. Chi pensa alle gomme invernali solamente quando, guardando dalla finestra, si accorge che sta nevicando, rischia di rimanere appiedato. Ovviamente i produttori e le catene di distribuzione si stanno attrezzando per garantire un migliore servizio per la brutta stagione 2010-2011, e per ovviare ai disagi patiti da alcuni automobilisti nello scorso inverno. Ma chi utilizza un’auto aziendale deve muoversi con lago anticipo. Per esempio, chi possiede un’auto con la formula del noleggio a lungo termine deve verificare assieme al proprio fleet manager se il contratto di locazione prevede il cambio gomme d’inverno. Se non è previsto, occorre sincerarsi per tempo di poter modificare il contratto. E controllare che l’erogatore del servizio sia in grado di rispondere a questa esigenza, attraverso la programmazione degli acquisti dai propri fornitori. La scelta del fornitore è fondamentale, specie per le flotte aziendali. Occorre selezionare un partner in grado di risolvere i problemi di fornitura e assistenza in ogni parte d’Italia. Come per esempio la catena PointS, primo network europeo di assistenza pneumatici che in Italia è rappresentato da Pneus Service Spa, che dispone di 950 punti dislocati in 400 città. Un fornitore di grandi dimensioni significa maggiore facilità di approvvigionamento e personale qualificato a risolvere qualsiasi problema relativo. Vantaggi e funzionamento Il pneumatico invernale non è una gomma da neve o da utilizzare solamente in condizioni meteo particolari, bensì un sistema che agevola la circolazione e migliora la sicurezza in tutta la stagione invernale. Occorre considerare questo tipo di pneumatico come un equipaggiamento necessario in tutti i mesi che vanno da metà autunno all’inizio di primavera. L’ideale è montare i pneumatici per la brutta stagione a fine ottobre e tenerli fino ad aprile. In sostanza, quindi, si deve prevedere due treni di gomme da utilizzare alternativamente sei mesi all’anno. Ma cosa succede agli pneumatici durante il perioLUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 21
Slide 16: Pneumatici do dell’anno in cui le temperature atmosferiche scendono e le condizioni meteorologiche comportano piogge abbondanti e nevicate? Fondamentalmente accadono tre problemi: il primo è relativo alla temperatura, il secondo è causato dalla necessità di smaltire l’acqua che, formando un insidioso velo tra superficie stradale e pneumatico, peggiora la tenuta di strada e allunga gli spazi di frenata, l’ultimo, infine, è dovuto alla necessità di ottenere maggiore grip al suolo quando nevica. Iniziamo dal primo aspetto. Quando la temperatura si abbassa, la mescola che compone la gomma non riesce a scaldarsi in modo sufficiente e quindi il battistrada non provvede a “copiare” le rugosità dell’asfalto in modo adeguato, perché non si deforma sufficientemente per garantire una perfetta ed estesa superficie di contatto con dare un’idea del quantitativo d’acqua che, sotto una pioggia battente, viene smaltito da un’auto che corre alla velocità prevista dal Codice della Strada su un’autostrada (110 km/h), basti pensare che su una tratta di 500 km viene smaltita tanta acqua che sarebbe sufficiente a riempire una piscina olimpionica. Le lamelle che compongono il battistrada, infine, servono a garantire il “mordente” sulla neve. Quando sono realizzati con disegni specifici, le lamelle si aggrappano alla neve e garantiscono la presa migliore: evitano slittamenti in partenza e in accelerazione, mantengono aderenza durante la marcia, riducono gli spazi nella frenata. Tecnologia moderna Gli pneumatici invernali di ultima generazione danno una risposta efficace anche al problema della rumorosità: mentre fino a qualche tempo fa avevano un disegno del battistrada da “carro armato”, che garantiva una buona tenuta sulle superfici a bassa aderenza, ma erano poco efficaci sul versante del comfort, perché producevano un elevato rumore di rotolamento, oggi con mescole appropriate e disegni del battistrada specifici, le gomme invernali garantiscono una silenziosità di marcia simile a quella degli pneumatici estivi. La tecnologia ha fatto passi da gigante, anche in termini di prestazioni assolute. Per esempio, la Continental ContiWinterContact TS810 Sport è una gomma invernale ad altissime prestazioni omologata per le vetture più sportive. Ha un codice di velocità che permette di raggiungere i 270 km/h. Come riesce questo pneumatico a coniugare le alte prestazioni con le migliori caratteristiche di tenuta di strada e di frenata su pioggia, neve e ghiaccio? Attraverso la formula della “bi-mescola”, ovvero una parte delle componenti che formano il battistrada, quella all’interno che garantisce la superficie di appoggio alla strada, è specifica per esaltare le doti di aderenza e di frenata, quella esterna invece è studiata appositamente per migliorare la tenuta in curva, ad altissime velocità e con qualsiasi condizione dell’asfalto. Un altro aspetto fondamentale dello pneumatico moderno è la durata, oggi decisamente superiore che nel passato e in grado di mantenersi ottimale anche nella stagione intermedia (il difetto delle gomme da neve del passato era la rapida usura quando le condizioni climatiche volgono al miglioramento). Anche sotto l’aspetto dell’inquinamento (emissioni e consumi di carburante, due aspetti legati in maniera indissolubile), le gomme invernali di oggi consentono una riduzione significativa della spesa di benzina e gasolio. I la strada. Le gomme invernali, chiamate anche “termiche”, invece, riescono a raggiungere la giusta temperatura d’esercizio anche quando il clima è rigidissimo, e operano nelle condizioni ottimali con qualunque temperatura esterna. Con un’aderenza adeguata all’asfalto, asciutto, bagnato o innevato, il pneumatico invernale garantisce una tenuta di strada ottimale e spazi di frenata inferiori (a parità di condizioni climatiche) rispetto a un treno di gomme estive. Il miglioramento della performance in frenata è compreso tra il 10 e il 30%: moltissimo se si pensa che anche pochi metri risparmiati possono fare la differenza tra fare un incidente ed evitarlo. Per ottenere una perfetta evacuazione della pioggia da sotto il battistrada, i costruttori di pneumatici hanno messo a punto disegni specifici della superficie esterna della gomma, che prevede ampia canali centrali che consentono la fuoriuscita di diversi litri al secondo, evitando il fenomeno dell’aquaplaning. Appositi intagli laterali, abbinati ai canali centrali, migliorano ulteriormente il comportamento della gomma sul bagnato. Per 22 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 17: Michelin • Informazione pubblicitaria Nessun compromesso sulle prestazioni Non è necessario aspettare la neve per montare gli pneumatici invernali. Ne abbiamo parlato con Massimo Andreoni, Direttore Marketing Vettura e Trasporto Leggero Michelin, che ci ha illustrato i vantaggi e le novità per la prossima stagione. Negli ultimi anni il mercato degli pneumatici invernali ha segnato tassi di crescita elevatissimi (addirittura +44% nel 2009 rispetto al 2008). Questa tendenza ha a che fare con i recenti inverni interessati da numerose e abbondanti nevicate? Oppure significa che lo pneumatico invernale ha delle modalità d’impiego più ampie? E soprattutto: bisogna attendere la neve per montare questi pneumatici? Uno pneumatico estivo ha prestazioni inferiori rispetto a uno pneumatico invernale già a temperature uguali o minori di 7° C. A queste temperature su fondo bagnato, uno pneumatico invernale frena in uno spazio inferiore del 15% rispetto a uno estivo. Gli pneumatici invernali, quindi, devono essere utilizzati per ragioni di sicurezza. Non è necessario che nevichi o che la temperatura scenda sotto lo zero per montarli. 24 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010 Quali sono le caratteristiche che rendono vincente uno pneumatico invernale? Nella stagione fredda la maggiore aderenza di uno pneumatico invernale rispetto a uno estivo è determinata in gran parte dalla mescola e dalla scultura del battistrada, che influiscono sul comportamento del veicolo su strada asciutta, bagnata, umida o innevata. La mescola degli pneumatici invernali deve mantenere l’elasticità anche a basse temperature per una migliore aderenza sotto i 7° C. A questo scopo, infatti, viene utilizzata la silice. Il battistrada, invece, agisce in modo efficace sul terreno grazie ai tasselli e alle lamelle. Con l’inizio della bella stagione sarà necessario equipaggiare la propria vettura con pneumatici estivi in quanto permettono le migliori prestazioni in questo periodo. Sicurezza ed ecocompatibilità: cos’è più importante per i clienti? Il primo obiettivo degli automobilisti in inverno è la sicurezza, anche se spesso non sono disposti a scendere a compromessi sulla durata di vita dei loro pneumatici e sul minor consumo di carburante. L’innovazione e la ricerca MICHELIN sono incentrate sul miglior equilibrio di queste tre prestazioni. Quanto incide un buon pneumatico sui costi d’esercizio di una vettura? Gli pneumatici che consumano meno carburante e che percorrono più chilometri sono quelli che, alla fine, costano me-
Slide 18: Michelin • Informazione pubblicitaria no e hanno un minore impatto sull’ambiente. Infatti il 20% del consumo totale di carburante di una vettura è legato allo pneumatico. Ridurre questo consumo permette di aumentare il risparmio di carburante. Per esempio i test effettuati in laboratorio dal centro indipendente TUV Sud Automotive nel 2009 su 15 importanti misure del mercato europeo hanno dimostrato che con uno pneumatico MICHELIN ENERGYTM Saver, è possibile risparmiare fino a 80 litri di carburante ogni 45.000 km, ossia più di 100 E ogni treno. Per attestare l’efficienza energetica dei suoi prodotti, dal 1992 MICHELIN riporta sul fianco di gran parte dei propri pneumatici il marcaggio GREEN X. Quanto aiuta l’innovazione tecnologica nella realizzazione di un prodotto? È basilare, infatti MICHELIN sviluppa e testa i suoi prodotti in cinque centri di ricerca dislocati in tutto il mondo: Ivalo (Finlandia), Michigan (USA), Barcelonette (Francia); Shibestu (Giappone) e Wanaka (Nuova Zelanda). Questo permette ai ricercatori di effettuare i test tutto l’anno e a diverse latitudini. E l’azienda quanto investe in tecnologia? Nel 2009 il Gruppo MICHELIN ha investito più di 500 milioni di euro, mentre i dipendenti impiegati in questo settore sono circa 6000. Quali sono le novità in arrivo? Il prossimo mercato invernale sarà segnato dal lancio del nuovo MICHELIN Alpin, lo pneumatico per le utilitarie, le mo- novolume e le berline compatte e familiari, con prestazioni migliorate rispetto al suo predecessore nello: – spunto da fermo, più facile del 10% grazie al nuovo battistrada Full Active Tread, una tecnologia dove tutti gli elementi del battistrada lavorano insieme per offrire il top delle prestazioni in termini di trazione, frenata e stabilità; – e nella frenata ridotta del 5% grazie all’Helio Compound +, una mescola innovativa che migliora l’aderenza e la frenata anche sui suoli bagnati e ghiacciati. Per quanto riguarda la durata, secondo i risultati dei test svolti dal TUV SUD Automotive nel 2010, con MICHELIN Alpin è possibile percorrere il 35% di chilometri in più rispetto ai suoi principali concorrenti; Inoltre anche MICHELIN Alpin riporta il marcaggio GREEN X. Ma la gamma invernale MICHELIN soddisfa anche altre fasce per gli utenti flotte come gli utilizzatori professionali e i conducenti di SUV. Per i primi è disponibile MICHELIN Agilis Alpin, lo pneumatico per tutti i veicoli commerciali che permette di percorrere in tutta sicurezza e in tutte le condizioni invernali il maggior numero di chilometri possibili. Per i veicoli 4x4 le proposte sono MICHELIN Latitude Alpin e MICHELIN Latitude Alpin HP: il primo offre sicurezza e chilometraggio eccezionali tanto da riportare il marcaggio GREEN X, il secondo è lo pneumatico raccomandato dai costruttori più esigenti essendo omologato su Porsche Cayenne, Mercedes GL/ML/Classe R, Volkswagen Touareg, Audi Q5 e BMW X3/X5, per queste ultime vetture disponibile anche nella versione “Zero Pressure”. Cosa suggerisce MICHELIN ai suoi clienti? Per garantire costantemente le proprie prestazioni, lo pneumatico deve essere seguito da professionisti. Per questo MICHELIN da 12 anni identifica con l’etichetta Mastro i punti vendita (oltre 530) che rispondono a un elevato standard qualitativo. E alle flotte? Attraverso i suoi rivenditori Mastro MICHELIN offre una gestione centralizzata degli pneumatici attraverso il suo sito Internet: dall’autorizzazione alla sostituzione degli pneumatici, dal deposito stagionale ai servizi, fino alla fatturazione. Per informazioni: servizio.flotte@it.michelin.com LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 25
Slide 19: Gestione Anche le piccole amano l’outsourcing Sono due soluzioni gestionali tradizionalmente ritenute adatte alle grandi flotte. Da tempo, però, è attiva una corrente di pensiero che sostiene la validità di questi modelli anche per le Pmi, sottolineandone una lunga serie di vantaggi di Mauro Serena economici e gestionali. l passaggio dalla proprietà al noleggio e l’introduzione di un modello di gestione della flotta in outsourcing hanno caratterizzato l’evoluzione della maggior parte delle grandi flotte, nel momento del passaggio attraverso una soglia critica di veicoli: ad di sopra di un certo numero di auto in flotta, indicativamente alcune decine, il noleggio a lungo termine (Nlt) viene considerato da tempo il sistema migliore per risparmiare, ma soprattutto per gestire la complessità di un elevato numero di operazioni: pratiche amministrative, manutenzioni, fatture e così via. Al di sotto di questa soglia critica invece, il sistema I del Nlt viene spesso ritenuto meno efficiente delle gestione diretta da parte dell’azienda, più flessibile ed in grado di cogliere le opportunità locali. Ma è ancora vero? Nel corso degli ultimi anni, da una parte le offerte di Nlt e outsourcer per le Pmi si sono evolute per meglio riflettere i bisogni di questo settore, dall’altra studi approfonditi sulla gestione della flotta hanno messo in luce una serie di costi occulti, che hanno permesso di rivalutare il ruolo del noleggio anche per le Pmi e di affermare che i vantaggi dei modelli di gestione in outsourcing si possono estendere a qualsiasi dimensione aziendale, ponendo l’accento, di volta 26 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 20: Gestione in volta, su aspetti differenti, ma tutti accomunati da opportunità di risparmio diretto o indiretto. Vantaggi economici e amministrativi Gestire in proprio una piccola flotta non è più economico rispetto ad una gestione terziarizzata, a causa di importanti costi occulti che nel primo caso non vengono evidenziati, mentre nel secondo vengono identificati e quantificati in maniera precisa. In realtà, analisi e indagini più o meno oggettive (alcune pubblicate dai noleggiatori) hanno messo in luce opportunità di saving dal 15 al 40% del costo totale, che possono essere ottenute operando su alcune componenti del processo di acquisto e gestione dell’auto: il finanziamento, l’acquisto del mezzo, l’amministrazione, la manutenzione e la rivendita dell’usato. Ma, soprattutto, si è cominciato a dare un adeguato valore al tempo speso dagli assegnatari per occuparsi della gestione di un’auto di proprietà. Un primo grande vantaggio finanziario per la piccola azienda è il mantenimento della liquidità: non dover sborsare l’intero capitale all’inizio, usufruendo di una forma di finanziamento indiretto a tassi più vantaggiosi rispetto alle offerte finanziarie dei concessionari, rappresenta un bel vantaggio soprattutto per le aziende piccole e piccolissime e per i professionisti, che già tante difficoltà incontrano nell’erogazione di credito da parte delle banche. Questo vale anche per quelle componenti di costo legate all’auto e non differibili, quali la tassa di circolazione e l’assicurazione: non dover anticipare i capitali per pagarli interamente a inizio anno, in quanto compresi nel canone di noleggio, permette alla Pmi di recuperare magari alcune migliaia di euro preziose che possono essere reinvestite nel ciclo produttivo. Dal punto di vista economico, attraverso l’introduzione del noleggio la piccola azienda può beneficiare dei grossi sconti sul prezzo d’acquisto della vettura che il Nlt ottiene in virtù dei suoi accordi commerciali con i costruttori e delle quantità che acquista. Lo stesso discorso vale per i risparmi assicurativi, che il Nlt riesce ad ottenere in misura notevole grazie a due leve: lo sconto commerciale legato al numero dei mezzi e l’autoassicurazione per furto/incendio e RC, che permette al Nlt di grandi dimensioni, in virtù del numero di veicoli circolanti, di ottenere performance statisticamente simili a quelle delle assicurazioni stesse. Spostandosi dall’ambito economico a quello gestionale, non possiamo non ravvisare nella costanza del canone per tutto il periodo contrattuale un indubbio duplice vantaggio, sia gestionale e sia economico: il canone fisso permette di preve- dere i costi della flotta con una certa precisione nel corso del tempo e consente all’azienda di beneficiare di eventuali aumenti di alcuni componenti dello stesso (ad esempio delle tasse di circolazione, delle assicurazioni o delle tariffe di manutenzione) perché vengono assorbiti all’interno dell’attuale struttura contrattuale senza venire addebitati al cliente. Dal punto di vista amministrativo, sono almeno tre i grandi benefici del modello di Nlt (ma anche di quello dell’ousourcing più in generale) che sorgono in capo all’azienda. Innanzi tutto, la riduzione della complessità contabile, grazie alla ricezione di una sola fattura omnicomprensiva mensile invece di una miriade di svariate fatture spesso di piccolo importo: manutentori, carrozzieri, installatori, gommisti e così via. Si evita quindi di aprire tante schede fornitori e relative posizioni contabili e Iva quante sono le fatture risparmiate, con un indubbio risparmio in termini di risorse contabili interne o esterne (commercialista). Entrando Un altro canale di accesso al Nlt per le Pmi via web è quello dei broker, società che si occupano di raccogliere le migliori offerte del mercato poi nel merito delle fatture, in caso di processo gestito dal Nlt, non è più necessario effettuare controlli di merito sui costi, salvo la verifica della corrispondenza del canone fatturato a quello contrattuale e la valutazione di eventuali rare voci extra canone. Nel caso di gestione diretta, invece, ogni singola fattura deve essere controllata per accertarne la congruità; inoltre, nel caso di aziende non piccolissime, sarebbe comunque il caso di predisporre una procedura preventiva di autorizzazione, sulla base della quale la persona responsabile dei costi valuti preventivamente la congruità della spesa da effettuare. Si evidenzia così il terzo importante vantaggio amministrativo: l’outsourcing totale dei compiti autorizzativi e di controllo, che vengono trasferiti in capo a una struttura competente ed esperta del Nlt, in cambio del pagamento di un canone fisso mensile. Vantaggi gestionali Accanto a una serie di risparmi diretti e indiretti, evidenziati in precedenza, la valutazione della convenienza del Nlt per le Pmi ha messo in luce importanti “economie” dal punto di vista gestionale. Un peso importante, in quest’ottica, deve essere attribuito al tempo che l’utilizzatore impiega LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 27
Slide 21: Gestione curezza dei mezzi, e prende in carico la rivendita dell’usato, mettendo al riparo l’azienda da possibili minusvalenze e dalla necessità di operare in un mercato altamente competitivo. Questi vantaggi sono emersi con tale chiarezza dal punto di vista della gestione, che molti clienti hanno esteso questo approccio, noleggiando anche personal computer, telefoni e altri apparati. In questo periodo si stanno affacciando sul mercato le proposte di noleggio di navigatori e di kit viva voce. Le soluzioni di noleggio e outsourcing per le Pmi per occuparsi personalmente di tematiche legate all’auto: l’ordine, il ritiro, la manutenzione ed i tagliandi, la gestione degli imprevisti, delle multe e così via. Quanto vale mezza giornata di lavoro, persa per occuparsi della manutenzione dell’auto, da un socio di una piccola azienda, da un partner di una piccola o media società di consulenza o da un professionista? In una Pmi, ogni singolo componente deve occuparsi di tanti compiti legati al business: spesso le responsabilità sono sfumate e non esistono figure specializzate responsabili di ciascuna funzione necessaria al buon andamento dell’azienda. Di conseguenza, in una Pmi ogni componente della struttura, a qualsiasi livello, si deve occupare di tante cose, tutte più importanti della gestione della sua auto aziendale: sprecare risorse per occuparsi dell’auto è una grave perdita di tempo, che viene sottratto alle attività di business dell’azienda, che ha già le risorse umane contate. In questo contesto, l’intervento specializzato di un attore, Nlt o outsourcer, che non solo permetta all’azienda di risparmiare e di ottenere servizi di qualità, ma sollevi anche gli utilizzatori da incombenze che li distraggono dalle loro responsabilità aziendali, è un contributo importante, che può portare a risparmiare fino al 70 per cento del tempo speso dall’assegnatario per occuparsi della propria auto, secondo quanto dichiarato dalla società australiana Fleetcare, che ha svolto degli studi in merito. Oltre al beneficio che ne ricava il business della Pmi in termini di maggior tempo dedicato. Il Nlt non solo libera l’azienda da un problema gestionale, ma è in grado di svolgere gli stessi compiti con la specializzazione e l’esperienza proprie di chi ha costruito su queste attività la propria proposta di valore aggiunto per il cliente. Per fare un paio di esempi, il Nlt cura la manutenzione programmata, garantendo l’efficienza e la si28 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010 I Nlt da tempo vedono nel mondo delle Pmi un importante canale da sviluppare. In particolare, i grandi nomi del noleggio hanno sviluppato un approccio specifico per questo settore, con l’obiettivo di proporre un costo di gestione competitivo ed un servizio adatto alle esigenze di questa clientela. Mentre nei confronti delle grandi aziende l’approccio dei Nlt è sempre più di tipo consulenziale, nei confronti delle aziende piccole e piccolissime e dei professionisti, i Nlt stanno utilizzando il web come strumento rapido e a basso costo per comunicare: tutti i grandi noleggiatori hanno un’area web dedicata alle Pmi, attraverso la quale, oltre a proporre offerte e opportunità, si prefiggono l’obiettivo di formare e informare una clientela spesso non abituata a questo strumento, descrivendone i vantaggi e le applicazioni. Dietro alla sezione web, i Nlt possiedono strutture dedicate di vendita, supporto e customer care per servire al meglio la clientela delle Pmi, a partire da un contatto diretto. Un altro canale di accesso al Nlt per le Pmi via web è quello dei broker, società che si occupano di raccogliere le migliori offerte del mercato e di proporle alla clientela delle piccole aziende e delle partire IVA. Alcuni broker possiedono un’area web molto sviluppata anche dal punto di vista informativo, ricca di spunti e spiegazioni sul funzionamento dei contratti di Nlt. Una terza possibile soluzione è rappresentata dalle società di fleet management che, specie in una fase di passaggio dalle auto di proprietà al noleggio, possono garantire una gestione omogenea e senza discontinuità: infatti, le società di fleet management più vecchie sono nate in Italia proprio negli anni durante i quali le aziende stavano passando dalla proprietà al noleggio e il loro obiettivo era quello di aiutarle a gestire la discontinuità e l’eterogeneità di alcune flotte (proprietà, leasing, noleggio, ecc.) riducendo i problemi gestionali che avrebbero potuto impattare sul funzionamento della flotta. I
Slide 22: Statistiche La ripresina? Forse è in arrivo Cala il mercato dei privati, ritorna a crescere, seppure piano, il mercato delle aziende. Grazie anche ai noleggiatori che, con il prolungamento dei contratti nel 2009, oggi si trovano alle prese con un maggior numero di sostituzioni. Il di Luciano Dossena comparto del noleggio cresce nel fatturato grazie all’usato. lungo termine. Numeri che non consentono un’analisi corretta, se non per estrapolazione delle tendenze. Perché il mercato italiano dell’automobile dei primi tre mesi dell’anno è stato “inquinato” dalle code di immatricolazione delle vetture acquistate con incentivi alla fine del 2009, che la normativa sui bonus permetteva di immatricolare entro il 31 marzo di quest’anno. Dunque, il mercato complessivo nel primo trimestre ha avuto un andamento molto positivo, soprattutto tra i clienti privati, ovvero quelli che hanno sfruttato meglio quest’ultima tornata di bonus governativi. Se invece si esaminano i dati degli ordini, ovvero la reale domanda di automobili nuove fatte dai clienti, vediamo che il calo rispetto al 2009 è stato, a seconda dei mesi, dal 10 al 50%. La domanda stagnante ha avuto i suoi primi risultati concreti a partire da aprile e poi nel successivo maggio, dove i costruttori hanno limitato i danni provvedendo a un buon numero di immatricolazioni di vetture a chilometri zero, contenendo le perdite delle immatricolazioni di aprile al 15,7% e a maggio al 13,8% In realtà la stima del crollo reale è attorno al 30%, se non si fosse fatto ricorso a immatricolazioni “artificiali”. Un calo così accentuato, dovuto soprattutto al mercato dei privati che, senza incentivi, hanno smesso di acquistare automobili, è stato parzialmente controbilanciato da una “ripresina” delle immatricolazioni aziendali. Le flotte, che alla fine del 2009 erano scese sotto al 20% del complessivo delle immatricolazioni (un risultato così negativo non si registrava dagli anni Ottanta), hanno raggiunto una quota del 25% a maggio. Ancora poco rispetto al 30% degli anni passati e infinitamente meno rispetto ai paesi europei automobili- presupposti erano tutti abbastanza positivi: un 2009 negativo che avrebbe dovuto essere controbilanciato da un 2010 migliore; una mancanza di sostituzione di una parte rilevante della flotta di noleggio a lungo termine (lo scorso anno le aziende hanno scelto il prolungamento delle locazioni) e quindi la necessità di maggiori immatricolazioni quest’anno; una modesta ma significativa ripresa dell’economia, sottolineata dagli aumenti degli ordinativi dell’industria manifatturiera, che avrebbe dovuto fare da volano al mercato dell’auto aziendale. Infine la mancanza degli incentivi statali all’acquisto, che nel 2009 avevano favorito in larga parte il cliente privato, avrebbe dovuto dare il segnale della riscossa della clientela business. Questi presupposti hanno trovato conferma nei numeri del mercato relativo ai primi mesi del 2010? La risposta è “ni”. I Dati da interpretare I numeri in nostro possesso sono relativi alle immatricolazioni complessive del mercato italiano nei primi cinque mesi del 2010 e soltanto quelli del primo trimestre per il comparto del noleggio a 30 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 23: Statistiche sticamente più evoluti (Francia, Inghilterra e Germania), dove la quota dell’auto aziendale supera il 50%, con punte vicine al 60% grazie a una fiscalità più adeguata. La flotta circolante del noleggio a lungo termine 1° trim 2010 Tipologia veicoli Unità (mix%) 1° trim 2009 Unità (mix%) Variazione % Unità Vetture Furgoni e minibus Altro Totale Fonte: Aniasa 401.583 (77,6%) 114.169 (22,1%) 1.809 (0,3%) 517.561 (100%) 401.036 (76,9%) 118.941 (22,8%) 1.660 (0,3%) 521.636 (100%) +0,1% –4,0% +9,0% –0,8% Perché si intravede la crescita Questa parziale risalita induce a un minimo di ottimismo. Non foss’altro che il parco auto aziendale nel corso del 2009 è invecchiato in modo anomalo a causa dei prolungamenti dei contratti di noleggio già in vigore, e quindi nel 2010 le immatricolazioni di vetture nuove devono salire per forza. Le società di noleggio (a breve termine e a lungo termine) hanno immatricolato nei primi 5 mesi dell’anno oltre 128.000 auto nuove (+0,73% rispetto al gennaio-maggio 2009), per una quota complessiva rispetto al mercato di circa il 13%. Un po’ inferiore, invece, il volume dell’immatricolato dalle aziende (ovvero gli acquisti diretti e i contratti di leasing): 115.000 nuove targhe (pari all’11,5% del mercato italiano). In assenza di provvedimenti legislativi ad hoc in favore delle imprese (da più parti viene auspicata l’estensione della Tremonti Ter ai beni strumentali quali i mezzi da trasporto, ma al momento attuale nessun segnale positivo arriva dal dicastero di Via XX Settembre), sarà difficile dare maggiore vigore alle vendite di auto da lavoro, tranne il necessario ricambio generazionale. Sostituzione che sta subendo una piccola accelerazione anche grazie alle normative antinquinamento sempre più stringenti: il passaggio dall’Euro 4 all’Euro 5 (sono ormai moltissimi i modelli nei listini delle Case che rispondono alla nuova normativa, pur non ancora completamente in vigore) e, soprattutto, i vincoli alla circolazione nei centri urbani che già impedisce l’ingresso, se non dietro pagamento di un “ecopass”, alle pur recenti Euro 4 senza filtro antiparticolato, stanno costringendo molte aziende a dotarsi di mezzi più aggiornati dal punto di vista del rispetto ambientale. Fatturato del noleggio a lungo termine nel 2010 1° trim 2010 1° trim 2009 Variazione % Fatturato da contratti di NLT Fatturato da preleasing Fatturato da rivendita usato Fatturato totale Dati in milioni di euro. Fonte: Aniasa 893,5 12,3 348,4 1.254,2 908,6 10,4 235,3 1.154,3 –1,7% +18,4% +48,1% +8,7% Il comparto del noleggio Veniamo ora all’analisi più dettagliata del comparto del noleggio a lungo termine. Come nel 2009, a fronte di un leggero decremento della flotta complessiva (scesa nei primi tre mesi di quest’anno da 521.000 che erano a marzo 2009 a 517.000 unità (-0,8%), il fatturato degli operatori è cresciuto dell’8,7%. Grazie all’impennata delle rivendite di auto usate, che in un solo trimestre sono cresciute di quasi 50 punti percentuali (da 235 milioni di euro a 348 milioni). Mentre il fatturato “core”, cioè quello derivante dai contratti di locazione, è leggermente sceso rispetto al primo trimestre dello scorso anno: da 908 a 893 milioni di euro (-1,7%). Cosa significano questi dati? Che il comparto sta reagendo in modo egregio: valorizzando al meglio il proprio capitale di usato, attraverso il remarketing su canali che danno maggiore marginalità (la vendita diretta, anche ai privati) e si mantengono competitivi sui canoni di noleggio, per conquistare nuovi clienti. Non dimentichiamo, infatti, che il fallimento di molte imprese a causa della crisi economico-finanziaria, ha portato all’annullamento di parecchi contratti di noleggio. Quale mercato ci attende nella seconda parte dell’anno? Sicuramente un rafforzamento delle vendite di auto aziendali, e una lenta, ma inesorabile, risalita delle quote del noleggio a lungo termine. Parallelamente alla ripresa di fiducia negli investimenti da parte delle aziende italiane. I Il mercato dell'auto aziendale è in leggera crescita Tipologia utente Immatricolazioni Quota di mercato Variazione % su 2009 Clienti privati Clienti aziendali Società di noleggio Totale 748.187 115.522 128.378 992.087 75,42% 11,64% 12,94% 100,00% –1,06% +0,32% +0,73% – Fonte: Unrae. Dati relativi a gennaio-maggio 2010 e gennaio-maggio 2009. LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 31
Slide 24: Guida all’acquisto L’alternativa esiste, ma fate bene i conti Le car policy aziendali prevedono car grid sempre più allargate, per comprendere maggiori possibilità di scelta. Quali sono i modelli alternativi che rappresentano il migliore rapporto qualità-prezzo? Ecco una mini-guida per risparmiare e, al tempo stesso, soddisfare la voglia di distinzione dei driver. di Luigi Ferrarini SEAT EXEO ino a poco tempo fa il mercato dell’auto aziendale si muoveva secondo schemi molto rigidi: nel parco di pool la stragrande maggioranza degli acquisti (e dei noleggi) convergeva sui prodotti del marchio Fiat, con qualche alternativa nelle gamme dei costruttori generalisti (Citroën, Peugeot, Ford e Opel soprattutto), mentre nella hit parade degli user chooser recitavano un ruolo di primo piano soltanto i costruttori tedeschi (Volkswagen, Audi, BMW e Mercedes). Agli altri? Soltanto quote risicate di mercato. Ma negli ultimi mesi sta accadendo un fenomeno curioso: stanno riscuotendo sempre più interesse modelli che sono sempre stati al di fuori delle classifiche delle auto preferite nelle flotte aziendali. Da cosa trae origine questo fenomeno? F Il privato infatti cambia l’auto con una frequenza compresa tra i sette e i 10 anni, mentre l’azienda, per questioni di ammortamento, sostituisce il proprio parco ogni tre o quattro anni. Per rispondere alle esigenze di questo cliente particolare, le Case hanno compreso che occorreva dotarsi di strutture apposite e di personale specializzato, fortemente orientato alla vendita di prodotti finanziari o alternativi all’acquisto diretto, come il leasing e il noleggio a lungo termine. Poi hanno compreso che il cliente aziendale non sempre è disponibile a venire nei saloni di vendita, ma spesso occorre andare a reperirlo sul suo posto di lavoro, previo appuntamento, naturalmente. Sono così nate iniziative di geo-marketing, che hanno consentito alle reti di vendita di monitorare le imprese sul territorio, con risultati di vendita estremamente confortanti, soprattutto per quei marchi che hanno consentito ai potenziali clienti di testare su strada i nuovi prodotti. Modelli trasversali Nuove tipologie di automobili si sono affacciate nel frattempo sul mercato: le cosiddette “crossover”, trasversali sui segmenti tradizionali, come per esempio le vie di mezzo tra Suv, station wagon e sportive. Questi modelli hanno presto incontrato i gusti dei clienti aziendali, che hanno superato facilmente lo scoglio dell’essere tradizionalmente legati ai marchi più noti. Ne è un chiaro esempio la Nissan Qashqai, il cui successo è stato tale che ad aprile scorso, per la prima volta, è entrato addirittura nella top ten delle auto più vendute in assoluto in Italia. Il marchio Nissan sta operando con estrema caparbietà sul mercato dell’auto aziendale, con una gamma di vetture assolutamente trasversale, che ha di fatto rinunciato ai modelli più tradizionali. Modelli come la Almera (una compatta) o la Primera (una media, Case impegnate Innanzitutto molti costruttori che puntavano soprattutto sulla clientela retail hanno creato delle divisioni commerciali specifiche per il mercato aziendale. Perché si sono accorte che questa tipologia di cliente ha una capacità di spesa superiore (modelli più grandi significano maggiori profitti) e, soprattutto, un tasso di sostituzione più rapido. 32 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 25: Guida all’acquisto berlina o station wagon), che non rivestivano grande appeal per le flotte, sono state sostituite da modelli fortemente innovativi come tipologia di utilizzo e dal grande impatto visivo. Come appunto la Qashqai, la X-Trail, la Cube dalla forma a parallelepipedo e la piccola Juke di prossima commercializzazione. I marchi low-cost In questo mercato in rapida trasformazione, si stanno aggiungendo con sempre maggiore efficacia anche i marchi low-cost, oppure quelli che proprio low-cost non sono, ma garantiscono un elevatissimo rapporto qualità-prezzo. Come per esempio i marchi coreani Chevrolet, Hyundai e Kia che, accanto alle tradizionali utilitarie (da sempre un loro punto forte), hanno iniziato a diversificare la gamma con prodotti di nicchia. Come per esempio Hyundai iX35, un suv che sta insidiando il mercato di Ford Kuga, Toyota Rav 4 e Volkswagen Tiguan, grazie alle motorizzazioni generose, la dotazione di accessori completa e il prezzo fortemente aggressivo. Oppure la Kia Sorento, in grado di rivaleggiare con modelli di lignaggio ben maggiore. Oppure ancora la Chevrolet Captiva, che in termini di vendite insidia la gemella Opel Antara. Entrati dalla finestra con gamme di modelli differenti da quelli tradizionali, i coreani hanno poi invaso il mercato con prodotti più tradizionali, che oggi possono perfettamente rispondere alle esigenze di una flotta aziendale. Come le compatte Kia Cee’d e Hyundai i30, che si fregiano di una lunga protezione in termini di garanzia (sette anni per la Kia e cinque per la Hyundai). Solleticando l’immaginario collettivo che associa il concetto di garanzia estesa a quello di affidabilità. Ma il marchio low-cost per eccellenza è Dacia, la cugina rumena di Renault. La quale, partita in sordina sul mercato retail con prodotti non proMAZDA 6 DACIA DUSTER prio accattivanti, ma caratterizzati da un prezzo molto basso (come la Logan), ha via via corretto il tiro, sfornando nuovi modelli a ripetizione, alcuni dei quali veramente intriganti anche per il mercato delle flotte aziendali. Come l’ultima nata la Duster che ha accumulato migliaia di ordini in poche settimane dal lancio. I giapponesi La vera battaglia per il mercato delle flotte, però, si combatte sul segmento medio, di tradizionale appannaggio dei costruttori tedeschi. Con alcuni giapponesi a fare da outsider di lusso. Come Toyota (la Avensis attuale rappresenta un eccellente equilibrio qualità-prestazioni), Mazda (la 6, in edizione berlina o wagon offre capacità dinamiche molto vicine a quelle di una BMW Serie 3) e Subaru (con un’articolata gamma a trazione integrale, con motorizzazioni boxer a benzina, a gas e diesel, dalla compatta Impreza, alla media Legacy, alla quasi-Suv Outback alla Suv Forester). Di qualità addirittura superiore a tutto il lotto delle concorrenti è la Honda Accord, che però non è supportata da una strategia commerciale più aggresNISSAN JUKE LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 33
Slide 26: Guida all’acquisto SUBARU LEGACY SKODA SUPERB WAGON siva. Un vero peccato, perché l’ottimo successo dell’ibrida Insight che si è imposta sulle flotte con una certa efficacia, potrebbe fare traino anche per i modelli di classe superiore. I cloni di Volkswagen Non sono prodotti low-cost, ma garantiscono una qualità costruttiva di notevole livello i due marchi della galassia Volkswagen Seat (sul versante sportivo) e Skoda (sul versante qualitativo). Dotati di motorizzazioni e pianali di stretta osservanza Audi e Volkswagen, anche di ultimissima generazione, pagano lo scotto di un’immagine di minore livello e di infondati timori sui valori residui. Una Seat Exeo, per esempio, che altro non è che un’Audi A4 della precedente generazione, consente un risparmio rispetto all’odierna A4 di circa e alla sicurezza dei propri driver: al limite sono disposti a chiudere un occhio sull’immagine riflessa dall’auto. Le auto alternative rappresentano una scelta intelligente, in ottica di total cost of ownership, cioè di misurazione complessiva dei costi, dall’acquisto, all’esercizio, fino all’uscita dalla flotta. Dopo avere provveduto alla riduzione delle cilindrate medie della flotta, in ottica di saving su consumi ed emissioni, le flotte aziendali stanno percorrendo la strada del risparmio sul prezzo d’acquisto oppure sul canone di locazione. Una scelta corretta e responsabile in questo momento di congiuntura difficile. Canone e valore residuo Se la scelta sotto il profilo teorico è assolutamente corretta, e una maggiore competizione sul mercato dovrebbe portare anche a una revisione delle strategie commerciali anche dei costruttori più tradizionali ( a tutto vantaggio del cliente finale), l’acquisizione in flotta di modelli alternativi, necessita però di precisi calcoli in termini di costi effettivi. Occorre infatti considerare l’effettivo valore residuo di questi modelli. Un valore di rivendita nettamente inferiore a quello dei modelli più accreditati e tradizionali, potrebbe infatti vanificare in tutto o in parte la convenienza all’acquisto, a meno che si cambi totalmente la propria prospettiva di gestione della flotta. Chiariamo il concetto con un esempio: se un’automobile alternativa ha un prezzo d’acquisto molto competitivo, ma un valore residuo risicato, si può ipotizzarne l’acquisto diretto anziché il noleggio (penalizzato nel canone dalla scarsa fiducia riposta dal sistema previsivo dei valori residui). E di allungare il periodo di utilizzo fino al termine del ciclo di vita dell’auto. Magari abbinando all’acquisto una formula di lunga protezione o un pacchetto manutentivo prepagato. Al termine del periodo di utilizzo la vettura sarà stata completamente sfruttata, e potrà essere utilizzata per sfruttare incentivi all’acquisto, oppure avviata alla radiazione. I Stanno riscuotendo sempre più interesse modelli che sono sempre stati al di fuori delle classifiche delle auto preferite nelle flotte aziendali 10.000 euro, a parità di dotazione e motorizzazione. Una Skoda Superb Wagon, garantisce un’abitabilità e una capacità di carico nettamente superiore a quella della Volkswagen Passat Variant, a parità di qualità, motore e dotazione. Ma con un prezzo sensibilmente più basso, anche grazie a una strategia commerciale fortemente “fleet oriented”. Downsizing di prezzo Il successo di questi modelli è dovuto anche alla necessità di contenere i costi da parte delle aziende, che però non intendono rinunciare al comfort 34 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 27: Professione fleet manager Per Ratiopharm è full outsourcing Affidando in toto la gestione operativa alla società LeasePlan, l’azienda farmaceutica di Assago ha ottenuto, a fronte di un lieve incremento dei canoni di noleggio, un notevole sgravio e forti vantaggi rispetto a controllo della car podi Mino De Rigo licy e rapidità di risposta alle esigenze dei driver. n parco vetture di oltre cento unità e una gestione onerosa che, dopo aver goduto subito di un’efficace sponda nel noleggio a lungo termine, ha trovato una chiave risolutiva coniugando la formula di servizio al full outsourcing. Spiega Angelo Saracista, fleet manager di Ratiopharm Italia, filiale dell’omonimo gruppo farmaceutico tedesco: «Già nel 1999, a pochi mesi dalla costituzione dell’azienda a Milano, ci siamo affidati alla società LeasePlan per la gestione della flotta, con un contratto quadro nell’ambito di un accordo sottoscritto dalla nostra casa madre. Per sette anni abbiamo mantenuto all’interno l’organizzazione e il coordinamento operativo, beneficiando, a metà strada, di una vantaggiosa revisione delle condizioni: dai cambi gomme non più vincolati al periodo ma legati unicamente all’usura, all’estensione dei servizi di auto sostitutiva». Disponibile in caso di guasto fino all’avve- U nuta riparazione dell’auto in uso, contro i nove giorni previsti in precedenza, e per un periodo doppio rispetto al passato, 40 giorni invece di 21, a seguito di fermo per incidente. «E anche per i tagliandi che trattengono la vettura per almeno 6 ore» aggiunge Saracista «i driver hanno diritto all’auto di cortesia. Un’altra novità rilevante del contratto quadro è consistita nel cosiddetto libro aperto: alla fine di ogni anno viene stilato un resoconto sulle auto con contratto chiuso nel precedente anno solare e ci viene restituito l’eventuale risultato positivo rispetto ai costi di manutenzione e ai ricavi dalle vendite dell’usato». Dal 2006, la decisione di affidare a LeasePlan anche la gestione operativa: «Poiché la cura del parco auto non fa parte delle attività di core business ed è assai impegnativa, anche considerando il numero delle vetture, abbiamo preferito esternalizzarla. Con benefici tangibili e immediati, so- 36 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 28: Professione fleet manager prattutto in termini di controllo e di tempestività di risposta nei confronti dei conducenti». Delle cui esigenze si occupa un apposito team dell’impresa di noleggio, a fronte di un aggravio del canone di ciascuna vettura inferiore al 2%. «Mi interfaccio con un loro addetto» dice Saracista «e, come responsabile dei servizi generali, posso concentrarmi sulla sola supervisione delle attività. In passato, invece, mi dovevo curare anche di tutte le pratiche e della relativa documentazione, dai sinistri alle contravvenzioni, e la puntualità dei controlli ne risentiva». Inoltre, LeasePlan mette a disposizione una piattaforma web, con accesso riservato, grazie alla quale ottenere una serie completa di report, con dettagli sui singoli veicoli, informazioni specifiche su contratto, chilometraggio e consumi di carburante, utili per verificare eventuali anomalie, migliorare la resa del parco auto e pianificarne l’evoluzione. E se si verifica un problema, ci sono gli strumenti per approfondirne le cause. Quanto alle istanze e alla soddisfazione dei driver, Ratiopharm appare aperta ai suggerimenti: «Otteniamo informazioni che servono per aggiornare la car policy così come per determinare nuovi modelli da inserire in griglia». L’azienda suddivide il personale cui assegna le vetture in tre fasce (venditori, capi area e dirigenti), mentre l’accordo con LeasePlan prevede un noleggio a lungo termine della durata di 36 mesi e percorrenze che, a seconda del driver, sono fissate in 36.000, 90.000 e 120.000 chilometri annui. Nel pacchetto sono poi compresi servizi di assistenza, manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazione kasko, nonché le tessere Agip card per il carburante. «Ogni semestre» puntualizza il responsabile dei servizi generali di Ratiopharm «conduciamo delle verifiche con il noleggiatore per i necessari riaggiustamenti chilometrici, quando non sono direttamente i driver a segnalare una situazione limite per cui provvediamo alle modifiche rispetto allo standard. In genere constatiamo percorrenze superiori rispetto ai chilometraggi previsti inizialmente: ciò può comportare lievi aumenti del canone, ma è preferibile approvare il ricalcolo piuttosto che dover pagare per i chilometri eccedenti alla restituzione del veicolo». A dispetto del contesto di difficile congiuntura, Ratiopharm non ha modificato le proprie scelte di car policy: «Gli ordini sono rimasti in linea con i modelli in griglia già da tempo e aggiornati secondo gli stessi canoni. Nessun downsizing, insomma, anche perché non sarebbe stato opportuno». Per ognuna delle tre fasce, corrispondenti al livello dei driver nell’organigramma, l’azienda ha stabilito i modelli delle vetture ordi- nabili entro budget predeterminati, e in questi range è prevista anche una dotazione di accessori indicata al noleggiatore come obbligatoria, a prescindere che sia installata di serie o meno sulle auto. Il personale addetto alle vendite può scegliere tra un poker di vetture, Škoda Octavia, Volkswagen Golf, che resta sempre la più richiesta, Ford Focus Sw e Peugeot 308 station wagon, con allestimenti che comprendono il climatizzatore, anche manuale, l’antifurto, i fendinebbia, la regolazione lombare del sedile del conducente (quanto mai necessario per le lunghe percorrenze), il filtro antiparticolato. Per gli area manager, che si collocano al top delle percorrenze chilometriche, il ventaglio di scelta comprende invece Volkswagen Passat Variant da 140 cv, Audi A3 e Opel Insigna, terzetto in cima alle preferenze dei conducenti, Ford Mondeo, Alfa 159, Citroen C5 e Toyota Prius. «Quest’ultima» conclude Saracista «è stata inserita in griglia di recente, a indicare la volontà dell’azienda di accelerare il percorso verso un parco auto sempre più ecocompatibile». I Le nostre schede • Azienda: Ratiopharm Italia • Sedi: Casa madre a Ulm (Germania), filiali in 24 nazioni diverse e presenza commerciale in 38 paesi nel mondo; 4 stabilimenti di produzione situati in Germania, Olanda, Svizzera e Canada; filiale italiana ad Assago (Mi) • Riferimento in azienda: Angelo Saracista • Inquadramento nell’organigramma: responsabile dei servizi generali • Numero vetture della flotta: oltre 100 • Tipo di contratto: noleggio a lungo termine della durata di 36 mesi. LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 37
Slide 29: Professione driver Obiettivo time to market Comoda e con un’immagine di serietà e affidabilià, l’Audi A4 guidata dal business development manager Filippo Fidone gli consente di viaggiare sempre di Mino De Rigo al passo. n azienda dal 2006, con i suoi 42 anni Filippo Fidone è tra i manager più giovani di Ratiopharm Italia, per la quale svolge il ruolo di responsabile portfolio & business development. «Un ruolo chiave» sottolinea «considerando che è mio compito occuparmi del portafoglio di prodotto e procurare nuove molecole da commercializzare», principi attivi il cui brevetto spesse volte è appena scaduto e che non compaiono nella pipeline della filiale italiana di Ratiopharm. «Bisogna muoversi velocemente, prima dei concorrenti, all’insegna del migliore time to market. E rispondere sempre alle esigenze del nostro marketing con prodotti capaci di fare la differenza», in un’arena competitiva difficile, quella dei farmaci generici, nella quale l’azienda opera sul territorio con circa 130 dipendenti e un listino composto da 73 principi attivi articolati in oltre 120 referenze. In prevalenza orientate a indicazioni terapeutiche connesse al sistema cardiovascolare e nervoso, al dolore, alle patologie infettive. Per i dirigenti la car policy aziendale prevede una griglia composta da ben dieci modelli diversi: l’elenco di vetture a noleggio a lungo termine comprende Bmw 320, Volvo V70 e S80, Passat Variant 2.0 Tdi Dpf Highline da 170 cv, Opel Insignia 2.0 Cdti da 160 cv, Mercedes C220, Audi A4 Avant, Alfa 159 Sportwagon 2.0 Jtd da 170 cv, nonché Toyota Avensis e Renault Laguna di analoga cilindrata. E tra gli accessori obbligati, condivisi peraltro con quanto previsto per gli area ma- I La nostre schede • Azienda: Ratiopharm Italia • Sedi: Casa madre a Ulm (Germania), filiali in 24 nazioni diverse e presenza commerciale in 38 paesi nel mondo; 4 stabilimenti di produzione situati in Germania, Olanda, Svizzera e Canada; filiale italiana ad Assago (Mi) • Nome del guidatore: Filippo Fidone • Inquadramento nell’organigramma: portfolio & business development manager • Modello di vettura assegnata: Audi A4 Avant Tdi 2.0 Fap • Modalità di assegnazione: uso promiscuo • Fuel card utilizzata: Agip. 38 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010 nager, ci sono clima automatico, antifurto, fari allo xeno, sensori pioggia e parcheggio, predisposizione telefono Bluetooth, comandi audio al volante e navigatore satellitare. Per spostarsi, Fidone ha scelto un’Audi A4 Avant Tdi 2.0 Fap, «perché» aggiunge «è una vettura bella e affidabile che consente di muoversi in modo comodo e pratico anche fuori dall’ambito lavorativo, senza però essere troppo ingombrante. Inoltre offre una dotazione completa e come auto di marca premium gode di un’immagine di prestigio. L’Audi A4 Avant che il manager guida dall’ottobre del 2008 è concessa in uso promiscuo, con l’addebito del fringe benefit nella busta paga mensile. «L’accessorio che trovo del tutto indipensabile è il navigatore: si va sempre di fretta e poter disporre di precise indicazioni sui percorsi è diventato essenziale. Anche agli altri accessori ci si è ormai abituati e forse il sensore pioggia è il solo di cui potrei fare a meno». Periodicamente l’azienda raccoglie dai propri driver segnalazioni e consigli per aggiornare la car policy: «Sono molto soddisfatto sia della vettura» afferma il manager di Ratiopharm Italia «che del servizio garantito e reso dalla società di noleggio LeasePlan: l’unico appunto che mi sento di fare si lega ai controlli programmati sulla vettura dal concessionario Audi. Fino a 30.000 chilometri non è previsto alcun intervento, ma l’esperienza personale suggerisce di effettuare un rabbocco dell’olio motore già a 22-23.000 chilometri», così da evitare di trovarsi con la spia accesa durante un lungo viaggio ed essere costretti a fermarsi. «Un po’ di flessibilità in più e un rapido check-up prima del tagliando sarebbe davvero opportuno. Peraltro, ritengo la nostra car policy, con l’attuale griglia delle auto a noleggio, per ampiezza e varietà di scelta, assolutamente in linea con le esigenze legate al lavoro quotidiano e alle necessità di viaggio». Una politica di gestione che ha anche maggiormente responsabilizzato i driver, dopo la scelta del full outsourcing: «Le contravvenzioni sono nominative e vengono inviate da LeasePlan ai conducenti, mentre le procedure in caso di sinistro prevedono che il driver avvisi il noleggiatore e scelga un riparatore tra i convenzionati, nel quadro di un iter semplice e diretto». I
Slide 30: I Autovelox: niente multa se la data è sbagliata Se l’autovelox emette uno scontrino che attesta una violazione dei limiti di un automobilista con l’indicazione sbagliata della data, ciò può essere indice di “malfunzionamento” dello strumento, pertanto le multe emesse, anche in caso di contestazione immediata dell’agente possono essere invalidate. Lo si evince dalla sentenza n.13887 della Seconda Sezione Civile della Cassazione. Il caso riguarda un automobilista di Imperia che aveva contestato al giudice di pace di Sanremo la multa per eccesso di velocità perché gli era stata fatta da un agente in base allo scontrino dell’autovelox che riportava però una data sbagliata. L’agente di polizia aveva provveduto a correggere la data nel verbale. L’automobilista aveva sostenuto che se la data era sbagliata era possibile che l’apparecchio funzionasse male e quindi non avesse tarato bene la velocità della sua auto, ma secondo il giudice bastava la presenza dell’agente ad attestare l’infrazione. Non è stata dello stesso parere la Suprema Corte che ha annullato la decisione con rinvio ad altro giudice di pace. Secondo i Supremi giudici “Un apparecchio che rilascia un documento relativo all’infrazione con data diversa da quella reale è certamente portatore di un’anomalia. A fronte di tale fatto non si può fare a meno di chiedersi se l’anomalia concernesse solo la data o il funzionamento in toto della macchina rivelatrice, atteso che, fermo il fatto della presenza dell’agente, questi non era certamente in grado di percepire sensorialmente la velocità tenuta dal veicolo in quel momento”. stati correttamente mantenuti soprattutto per quanto riguarda l’unico contatto con il suolo che è il pneumatico». La rete autostradale coinvolta a livello nazionale è di oltre 1500 km di cui circa 500 in Veneto. L’idea è quella di interessare cinque territori diversi per morfologia e traffico per ottenere risultati significativi che, senza la pretesa di essere rappresentativi del parco circolante italiano, daranno comunque una fotografia piuttosto veritiera. È quindi l’occasione per porre l’attenzione sulle aree di maggiore criticità rispetto allo stato degli pneumatici per poi realizzare iniziative specifiche di informazione e controllo. Guida sicura I “Vacanze sicure 2010”: occhio alle gomme È partita l’iniziativa “Vacanze Sicure 2010” messa a punto dalla Polizia Stradale in collaborazione con Assogomma e Federpneus volta a coinvolgere, con l’aiuto delle forze dell’ordine, le regioni Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana e Puglia. L’iniziativa consiste in una rigorosa attività di controllo sullo stato delle gomme e di sensibilizzazione sull’importanza degli pneumatici per la sicurezza stradale. Il personale di polizia impiegato nei controlli è stato interessato da una specifica formazione curata da Assogomma con particolare riguardo alla marcatura degli pneumatici e alla loro omologazione in conformità con la normativa di settore. «Il parco circolante italiano, dagli ultimi dati Aci» dice Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma «è di circa 48 milioni di veicoli con un’età media di circa 7 anni per auto (36 milioni in circolazione), moto (6 milioni in circolazione) e mezzi di peso inferiore ai 35 quintali. Quello che è motivo di maggiore preoccupazione è anche l’età media di mezzi commerciali sopra le 3,5 tonnellate (circa 4 milioni in circolazione) e van, caravan e trailer ( circa un milione in circolazione) che hanno un’età media superiore ai 17 anni. Tutto questo può rappresentare una situazione di pericolo se questi mezzi, nel tempo, non sono le tabelle alcolemiche stabilite dal ministero della Salute. Uno dei punti di forza del Date è legato alla sua semplicità di utilizzo poiché può essere facilmente scaricato su smartphone e sui cellulari di ultima generazione (iPhone compreso), consentendo di interagire ovunque e rapidamente con le tabelle, ricevendo informazioni e suggerimenti, e mettersi così al riparo da possibili conseguenze legate agli abusi di bevande alcoliche. In pochi passaggi con l’inserimento di dati come sesso e peso corporeo, tipologia e quantità di unità alcoliche consumate, a stomaco vuoto o a stomaco pieno, il sistema stima in tempo reale il tasso alcolemico indicativo, fornendo un responso immediato e chiaramente comprensibile se si è idonei alla guida oppure se si deve evitare nella maniera più assoluta di guidare qualsiasi veicolo. Infine, grazie alla tecnologia Gps presente nei dispositivi mobili il Date consente di chiamare la più vicina stazione dei taxi. L’applicazione può essere scaricata gratuitamente dal sito www.divertitiresponsabilmente.it e dal social network Facebook su cui è stata creata un’apposita pagina. I Un sms per la sicurezza Segnatevelo: 346.1524944. È il numero a cui, con un cellulare, chiunque può segnalare, buche, segnaletica stradale incomprensibile oppure obsole, curve pericolose, fondo sconnesse. La campagna d’informazione “Basta un attimo” è promossa da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani, con il patrocinio del Ministero della Gioventù. L’attimo è quello dell’invio di un sms per segnalare il pericolo. Da quando è partita si viaggia a 30 sms al giorno. Cittadini che segnalano con la precisione di un geometra, disguido, località, dimensioni. Le segnalazioni appariranno sul sito www.bastaunattimo.it. E nel frattempo i giovani dell’associazione si sono impegnati a chiamare comuni, regioni, province e tutti gli enti che hanno competenza sui percorsi di cui hanno avuto le segnalazioni. LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 39 I Tasso alcolemico sotto controllo con il “Date” Potrebbe sembrare un controsenso ma la lotta all’abuso di bevande alcoliche arriva anche da chi le produce e le distribuisce. È il caso di Diageo Italia, leader mondiale delle bevande alcoliche premium, che è da tempo impegnata in campagne per l’uso responsabile degli alcolici cercando di contrastare il fenomeno dell’abuso legato soprattutto alla guida dei veicoli. E proprio in tal senso è stato realizzato il “Date” (Diageo Alcohol Test Experience), una semplice applicazione gratuita disponibile per le principali piattaforme digitali che permette di calcolare facilmente il proprio tasso alcolemico indicativo elaborando
Slide 31: Numeri e statistiche I Continua la discesa delle emissioni medie di CO2 L’impegno degli ultimi anni delle case automobiliste per la lotta all’inquinamento e il rispetto dell’ambiente, trova un continuo riscontro nei numeri. Le emissioni medie di CO2 in grammi al chilometro delle auto offerte oggi sul mercato italiano hanno subito un consistente calo tra l’aprile 2009 e l’aprile 2010. L’indagine dell’Ufficio Studi LeasePlan traccia il quadro delle emissioni di anidride carbonica per le diverse alimentazioni nell’ambito del progetto GreenPlan per la mobilità sostenibile: rispetto alla situazione di 12 mesi fa, infatti, le vetture a benzina sono scese da 198 a 188, per le diesel siamo passati da 164 a 157 e per il metano da 142 a 137. Ma è per i modelli a Gpl che si è avuto il risultato migliore scendendo da 142 a 128, con una diminuzione pari al 10%. Il dato segnala ancora una volta la necessità di una nuova riflessione del legislatore sul tema degli incentivi per le alimentazioni ecologiche. I dati sulle emissioni medie di CO2 delle vetture offerte in Italia sono stati calcolati attraverso un software appositamente creato da LeasePlan, azienda leader nel settore del noleggio a lungo termine e nella gestione delle flotte aziendali, per misurare le emissioni di un parco auto. Media delle emissioni di CO2 delle autovetture commercializzate in Italia Alimentazione Emissioni di Co2 (grammi per chilometro) Aprile 2009 Aprile 2010 I Calano i furti dei veicoli Incubo dei proprietari e piaga sociale inespugnabile i furti dei veicoli non risparmiano nessuna categoria. Seppure in calo, come dimostrano gli ultimi dati di settore recentemente diffusi e riferiti al 2008, le sottrazioni fraudolente restano sempre un fenomeno ben radicato su tutto il territorio nazionale. Dopo un’attenta analisi delle tabelle ministeriali e dell’Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale, hanno però evidenziato l’insorgenza di una nuova tendenza. Se da un lato è vero che i furti sono in diminuzione è altrettanto vero che le percentuali dei veicoli ritrovati sono in picchiata libera: la percentuale dei ritrovamenti delle auto è passata dal 52% del 2007 al 49% del 2008, mentre per i mezzi pesanti (i dati dei ritrovamenti del 2007 non sono disponibili), a fronte di 3905 furti del 2008 sono avvenuti 2104 ritrovamenti con una percentuale di recuperi pari al 54%. Incredibile a credersi, vista la loro mole che non passa certo inosservata, i dati dei pullman che su 152 furti vedono soltanto 32 intercettazioni che corrispondono appena al 21% di ritrovamenti. Motivo? Le chiavi elettroniche, gli antifurti sempre più sofisticati e la diffusione sempre più capillare degli antifurti in radiofrequenza. Metano Gpl Diesel Benzina Fonte: Ufficio Studi LeasePlan Italia 142,11 141,53 164,11 197,99 137,75 128,12 156,90 187,89 I Sempre più auto usate Il mercato dell’auto usata lo scorso marzo ha registrato un aumento del +8,30% rispetto allo stesso mese del 2009: i trasferimenti di proprietà, infatti, sono stati 414.347. Un risultato che consente di chiudere il primo quadrimestre del 2010 con un calo contenuto nell’1,54% e dovuto in parte all’andamento ancora negativo dei primi due mesi dell’anno. Il marchio più venduto dell’usato in aprile è stato Fiat, che ha registrato una crescita dell’11,56%; al secondo posto Volkswagen con una crescita rispetto al 2009 del 2,44% e al terzo posto Ford con un +2,44% di variazione rispetto all’anno scorso. Al di là dell’andamento per singole marche, l’aspetto più interessante che emerge da questi dati diffusi da CarNext, è che la fine degli incentivi alla rottamazione 40 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010 potrebbe determinare una ripresa del mercato delle auto usate che dovrebbe interessare sia le quantità vendute che le quotazioni. «Il mercato dell’usato» dice Franco Ottolini, direttore di CarNext «offre oggi eccellenti possibilità sia perché con gli incentivi alla rottamazione il parco circolante è molto ringiovanito sia perché vi sono soluzioni che mettono l’acquirente di auto usate al riparo da spiacevoli sorprese». I Immatricolazioni in calo A dicembre 2010 il mercato auto toccherà quota 1.874.000 immatricolazioni (-13% rispetto al 2009) e solo dal 2012 si riavvicinerà ai livelli pre-crisi. La stima emerge da un’analisi del Centro Studi Fleet&Mobility. Nell’anno in corso, in assenza di incentivi quindi, la domanda di auto nuove si attesterà intorno al 75% di quella registrata nel 2009 (anno di crisi ma con fortissimi incentivi) e nel 2008 (anno senza crisi e senza incentivi). Poiché a gennaio, febbraio e marzo erano ancora attivi gli incentivi che hanno prodotto 666.000 immatricolazioni, la flessione del 25% si manifesterà solo nel periodo aprile-dicembre, che dunque dovrebbe generare circa 1.200.000 immatricolazioni, per un totale 2010 che dovrebbe fissarsi tra 1.850.000 e 1.900.000 targhe. Il 2011 dovrebbe andare meglio, nel senso che la domanda dovrebbe risalire, segnando –15% rispetto ai valori 2009, ma a differenza del 2010 non ci sarà un primo trimestre gonfiato dagli incentivi. Così, si stima che saranno immatricolate tra 1.800.000 e 1.850.000 auto. Sarà l’anno più duro, per costruttori e concessionari. Infatti è probabile che nel 2012 il mercato torni ad avvicinarsi ai 2 milioni, un livello ritenuto fisiologico in tempi di economia normale e senza stimoli governativi. I Cresce la spesa per la manutenzione Nonostante la crisi la spesa per la manutenzione e le riparazioni dell’auto è cresciuta: nel 2009, infatti, la spesa media di un’autovettura è stata di 778 euro e quella complessiva degli italiani è stata di 28.415 milioni di euro con un incremento del 4,31% rispetto al 2008. I dati derivano da uno studio condotto dall’Osservatorio Autopromotec, struttura di ricerca di Autopromotec, la più specializzata rassegna delle attrezzature atumobilistiche la cui prossima edizione si svolgerà a Bologna nel maggio 2011.
Slide 32: L’analisi di MissionFleet Auto di flotta ai raggi X L’analisi di MissionFleet sulle vetture che sono entrate da poco in listino A cura di Luciano Dossena o che stanno per esordire sul mercato. La redazione pone sotto la lente d’ingrandimento tutte le nuove e più diffuse vetture che si affacciano sul mercato delle flotte aziendali. Non si tratta della classica (e scontata) prova su strada, che spesso si limita a una presa di contatto di qualche km, ma di un’analisi tecnica ed economica volta a stabilire la convenienza delle vetture dal punto di vista dell’utente di flotta. Ecco quindi che le voci che compongono la pagella, i cui voti sono espressi nella classica forbice da 0 a 10, dove il 6 è la sufficienza risicata e il 10 il risultato ottimale, sono la sintesi degli aspetti che più interessano maggiormente chi utilizza l’auto prevalentemente per lavoro. LA GAMMA Sono le versioni disponibili al momento di andare in stampa: il giudizio si riferisce all’estensione più o meno ampia di versioni e allestimenti presenti nel listino e quanto si adattano alle esigenze d’acquisto dell’utente. Quando il giudizio è poco generoso, esprime una valutazione negativa raccolta direttamente dagli utenti. I COSTI DI GESTIONE Un’altra voce molto importante nell’economia complessiva di un’automobile è costituita dai costi di gestione, specie per chi utilizza la vettura per lavoro e dunque percorre decine di migliaia di chilometri all’anno: ricambi poco costosi, vetture facili da riparare, tagliandi poco frequenti, bassi consumi di carburante, affidabilità e robustezza, sono tutte voci di grande impatto su questa voce della pagella di MissionFleet. LA PREFERITA È la versione che ci sentiamo di consigliare, ovvero quella che rappresenta il migliore mix tra prezzo, dotazione e prestazioni. La votazione indica un giudizio di quanto sia riuscito in senso assoluto il complessivo dell’offerta, tenendo anche conto delle campagne promozionali in vigore o le offerte finanziarie proposte dal Costruttore, che hanno un impatto importante sulla decisione d’acquisto e sull’investimento necessario. I SERVIZI FINANZIARI Quando si compra un’automobile oggi si guarda con estrema attenzione ai servizi che rendono accessibile la vettura: ci sono formule appositamente studiate per le aziende? La Casa costruttrice ha una struttura dedicata ai clienti professionali, con iniziative di marketing e commerciali a loro dedicate? Sono previsti finanziamenti a tassi agevolati? Formule di leasing convenienti? Questi sono i criteri di analisi e giudizio per questa voce. IN ARRIVO Quale sarà l’evoluzione di un determinato modello nei prossimi mesi? Quali versioni si aggiungeranno a quelle ora disponibili? Si tratta quindi di una sorta di “esame di riparazione” alla prima voce presa in esame, quella dedicata alla “gamma”. Il voto espresso si riferisce perciò al giudizio che MissionFleet esprime sull’evoluzione futura del prodotto. IL NOLEGGIO Se la voce precedente interessa particolarmente le aziende che intendono avere una flotta di proprietà, questa riguarda soprattutto le imprese che terziarizzano l’acquisizione e la gestione della flotta. Il giudizio si esprime sulla convenienza delle proposte di noleggio, soprattutto a lungo termine, che sono state previste dalle captive della Casa o dai gestori professionali di flotta. I TEMPI DI CONSEGNA In questo caso esprimiamo una votazione decisamente empirica e, detto per inciso, piuttosto difficile da assegnare, in certi casi. Perché quando intercorre un accettabile lasso di tempo tra l’ordine e la consegna, per un’automobile potrebbe essere un giusto contributo all’appetibilità della stessa. Spieghiamoci meglio: se di un certo modello i saloni delle concessionarie sono pieni, si è poco invogliati all’acquisto; mentre se un’auto diventa l’oggetto del desiderio è anche perché tutti la vogliono e lei si fa attendere. Del resto: osereste criticare apertamente una splendida donna che porta ritardo a un appuntamento? I PREGI E I DIFETTI Non esiste un’auto che ha solo difetti, così come nemmeno una con solo pregi: ogni quattro ruote ha i suoi pro e i suoi contro. Con questa voce esprimiamo un’anticipazione del giudizio finale: il voto è tanto più alto quanto i difetti sono minimi e magari si fanno perdonare grazie a una robusta mole di pregi. L’IMMAGINE Un’auto di flotta serve soprattutto per lavoro, per viaggi d’affari rapidi ed economici. Ma per chi passa tante ore al volante un’auto non è solo essenza, ma anche apparenza. Piace a tutti suscitare un’espressione d’invidia da parte degli altri quando si è al volante della propria vettura. E questo vale sia per le più celebrate ammiraglie, sia per le umili utilitarie. L’immagine può, a seconda del segmento di mercato, esprimere un concetto di opulenza, status sociale, attenzione alle tendenze e tanto altro ancora: su questi concetti si basa la votazione di MissionFleet. IL VALORE RESIDUO Se nei tempi di consegna MissionFleet esprime un giudizio empirico e un po’ soggettivo, qui siamo decisamente nel campo della sfera di cristallo. Come si fa a prevedere quanto varrà in futuro un’automobile appena immessa sul mercato? Eppure ci sono strumenti previsivi del valore residuo adottati dai professionisti (noleggiatori e riviste specializzate). Quindi anche noi ci basiamo su metodi scientifici... e anche su un pizzico di fiuto. Sensazioni, commenti degli addetti ai lavori, pareri delle reti di vendita, eccetera: tutto quanto contribuisce a rendere un’idea abbastanza precisa di come si comporterà dal punto di vista economico un’auto nei prossimi anni. IL VOTO COMPLESSIVO Qui siamo nel campo dell’aritmetica pura: il numero di votazione finale è la media matematica costituita dalla somma dei singoli voti, divisa per 10. Quindi l’auto migliore del mondo (commisurata ovviamente al cliente di flotta) può aspirare al “10” (ma vi anticipiamo subito che non esiste, né mai esisterà), mentre la peggiore può meritare uno sconsolante “0” (ma anche in questo caso siamo nella teoria virtuale). LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 41
Slide 33: L’analisi di MissionFleet LA PREFERITA: 9 Ci permettiamo uno strappo alla regola: anziché la classica 525d, oppure la 530d, dotate di motore a sei cilindri di potenza differente, ci permettiamo di suggerire una scelta in linea con l’imperante downsizing. La 520d non è affatto sottomotorizzata: con i suoi 184 Cv fila che è un piacere. Ma soprattutto percorre in media oltre 20 km/litro e ha emissioni da utilitaria (129 g/km di CO2). Peccato non possa disporre del cambio automatico a otto rapporti, che è la vera “chicca” tecnologica della nuova Serie 5. In allestimento Business, la 520d costa circa 45.000 euro. BMW Serie 5 Ritorno al classico Ritorna in auge la berlina executive per definizione. La prestigiosa auto di Monaco si è rinnovata completamente, adottando una linea più pulita rispetto a quella precedente. Alzando ulteriormente l’asticella della qualità e delle doti dinamiche. Come sempre nelle BMW, massima attenzione al rispetto per l’ambiente. Prezzi da 43.740 euro. LA GAMMA: IN ARRIVO: 10 La gamma andrà completandosi nei prossimi mesi con l’arrivo della 535d (diesel biturbo da 300 CV), con le versioni xDrive a trazione integrale, con la Touring (cioè la station wagon) e con la M5 (la supersportiva). Nel 2011, o forse nel 2012, la versione ibrida, con la stessa tecnologia adottata per X5 e X6. I TEMPI DI CONSEGNA: 9 Sono finiti i tempi in cui, per avere una BMW, occorreva rassegnarsi ad attese bibliche. Oggi, con la giusta programmazione, possono bastare 60-90 giorni di attesa. Ottimale per una vettura di grande prestigio. 8 Disponibile dalla fine dello scorso inverno, la nuova Serie 5 è sin dal lancio dotata di più versioni a benzina e a gasolio. Le sigle possono ingenerare confusione: la 523i è una 3 litri da 204 CV, la 528i ha un motore simile ma da 258 CV, la 535i adotta un biturbo, sempre di 3 litri, a benzina da 306 CV, la 550i impiega un possente V8 da 408 CV. Tra le diesel: la 520d è una 4 cilindri di 2 litri (184 CV); la 525d è una 3 litri da 204 CV e la 530d è una 3 litri da 245 CV. Quattro gli allestimenti: base, Eletta, Business e Futura. 42 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 34: L’analisi di MissionFleet IL NOLEGGIO: 9 Tutte le società che operano nel lungonoleggio hanno previsto la proposizione della nuova Serie 5. Chiaramente alcune delle proposte più interessanti arrivano dalla captive della Casa di Monaco: Alphabet, che opera in stretto contatto con la rete dei concessionari ufficiali e di questi si avvale per il programma di manutenzione. Una proposta standard di noleggio per 90.000 km in tre anni si aggira attorno ai 1100 euro + Iva. I PREGI E I DIFETTI: IL VALORE RESIDUO: 9 8 Quello delle grandi berline è un segmento difficile per il mercato. Sottoposto a forti pressioni commerciali nella vendita del nuovo e fortemente penalizzato nell’usato dagli alti chilometraggi e da una richiesta sempre più affievolita. La Serie 5 di BMW, però, si è sempre mantenuta ai vertici del segmento. Così dovrebbe essere anche per il nuovo modello, facilitato anche da una linea più pulita e classica, in grado di reggere meglio il passare del tempo. I COSTI DI GESTIONE: 7 La Serie 5 è un’automobile pressoché perfetta: allestimenti di qualità, prestazioni di vertice, ampia gamma disponibile, consumi ridotti ed efficienza dinamica da primato. Come tutte le BMW, inoltre, aggiunge una piacevolezza di guida che non ha confronti. Tra i difetti, ma si tratta di inezie, un’abitabilità leggermente inferiore rispetto alle concorrenti che puntano maggiormente sugli spazi interni. Sebbene con questa serie, cresciuta nelle dimensioni (ormai vicinissime a quelle della Serie 7: soltanto 17 cm in meno di lunghezza: 490 cm contro 507), il problema abbia trovato una soluzione pressoché definitiva. Le BMW non si sono mai distinte per economicità nei costi di manutenzione, anche se i proprietari hanno sempre potuto fare leva sull’affidabilità. Puntando su una versione poco assetata di carburante, si possono contenere i costi d’esercizio a livelli da primato. L’IMMAGINE: 8 LE FORMULE FINANZIARIE: 8 BMW Financial Services offre una gamma completa di prodotti finanziari captive, che vanno dal classico leasing al light lease. Con l’aggiunta di servizi di manutenzione che possono essere inseriti nel programma finanziario. I prodotti finanziari di BMW operano con tassi di mercato, ma ogni tanto vi sono offerte promozionali che rendono la convenienza ancora più elevata. Chi sceglie una “vice-ammiraglia” come questa pretende un’immagine riflessa di alto livello. E con la Serie 5 la ottiene senza dubbio. BMW ha una tradizione pluridecennale in questo segmento di mercato, sempre ai vertici. Il problema della Serie 5 (come per le avversarie di pari prestigio) consiste nel minore apprezzamento attuale per questa categoria di vetture, le berline di alta classe. Che oggi sentono molto la concorrenza di modelli alternativi prodotti dalla Casa stessa. Che, tanto per citare i nomi, sono: la Serie 5 GT e le Suv X5 e X6. IL VOTO COMPLESSIVO (MEDIA): 8,5 LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 43
Slide 35: L’analisi di MissionFleet Renault Mégane Sportour Trasversale in tutto con il cambio automatico Proactive. Tre gli allestimenti: Confort, Dynamique e Luxe. Numerosi i pacchetti di accessori, offerti a prezzi contenuti. LA PREFERITA: 8 La versione più equilibrata per le flotte aziendali è la 1.5 dCi 110 CV Dynamique, proposta a un prezzo chiavi in mano di 21.600 euro. Caratterizzata da consumi ridottissimi (in media 20,6 km/litro), basse emissioni (126 g/km di CO2) e una dotazione di accessori di serie completa, che comprende persino il cruise control. Tutta la gamma delle Mégane è omologata Euro 5. IN ARRIVO: 8 Oggi gli automobilisti sono alla costante ricerca di prodotti alternativi, a cavallo tra i segmenti più classici o innovativi. In realtà una delle auto più “crossover”, cioè trasversali, è questa recente Sportour dell’immensa gamma Mégane. Che è un po’ station wagon, ma anche sportiva. Adatta alle famiglie, ma ideale per single che puntano sull’immagine. Insomma: la Sportour è per tutti. Ed è facilmente accessibile, perché ha una gamma con prezzi competitivi, che diventano irresistibili grazie alle campagne promozionali e a una politica commerciale molto aggressiva sulle flotte aziendali. LA GAMMA: La gamma dei motori a benzina verrà probabilmente incrementata con qualche versione meno spinta. Probabile, se il mercato darà segni di ripresa, l’arrivo di una versione alimentata a gpl. Tra le diesel, invece, non sono previste novità. Su questo segmento classico di mercato (quello delle station wagon di dimensioni compatte), Renault punta con decisione sul diesel. Lasciando ad altre gamme l’opportunità del full electric, settore in cui la Casa francese è in pole position. I TEMPI DI CONSEGNA: 10 La programmazione delle catene di montaggio e del circuito distributivo della Renault è eccellente. Facile trovare la disponibilità di versioni e colori che assecondano la 8 Un unico motore a benzina, moderno e prestante: il 1400 TCE da 131 CV. Perfetto esempio di downsizing motoristico, che unisce prestazioni eccellenti a bassi consumi (15,4 km/litro di media). Tre invece i diesel, a sottolineare la vocazione da “grand routiere” della Mégane Sportour: 1.5 dCi da 90 e 110 CV, 1.9 dCi da 131 CV e 2.0 dCi da 150 CV, quest’ultimo soltanto in abbinamento 44 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 36: L’analisi di MissionFleet richiesta del cliente. La rete di vendita della Casa francese è capillare e presso la rete ci sono molti venditori specializzati per trattare con i clienti di flotte aziendali. IL VALORE RESIDUO: 8 buzione delle vetture Renault attraverso i propri circuiti commerciali. Fino a qualche tempo fa, le Renault di classe media non si distinguevano per valori residui particolarmente elevati. Con la nuova gamma Mégane, invece, occorre segnalare un netto miglioramento. Motivi dell’innalzamento dei valori residui sono: la qualità del prodotto nettamente migliorata, le motorizzazioni particolarmente riuscite, l’estetica riuscita e una giusta strategia commerciale a difesa delle quotazioni effettuata dalla Direzione commerciale della Casa. I PREGI E I DIFETTI: 8 I COSTI DI GESTIONE: 9 Le Renault costano poco all’acquisto e altrettanto nella gestione. La politica commerciale sui ricambi è eccellente, la rete di assistenza applica tariffe trasparenti e competitive. I nuovi prodotti necessitano di una manutenzione assai rarefatta. Questa Sportour, inoltre, aggiunge consumi decisamente interessanti. Linea moderna, motori di recente generazione, qualità costruttiva migliorata, costi competitivi. Questi i vantaggi della Mégane Sportour. Senza trascurare una delle peculiarità fondamentali per una station wagon di dimensioni compatte: la capacità di carico eccellente, grazie alla dimensione generosa del bagagliaio, che sfrutta appieno i 26 cm di lunghezza in più rispetto alla Mégane berlina, rispetto alla quale anche il passo è cresciuto (di 6 cm). Tra i difetti, un’immagine molto generalista del marchio, che però è controbilanciato dall’iperattività di Renault su tutti i fronti, dall’elettrico allo sport. L’IMMAGINE: 8 LE FORMULE FINANZIARIE: 9 La finanziaria di Renault Italia è sempre stata ai vertici nell’ideazione di campagne promozionali e di una vasta gamma di proposte ai clienti azienda. C’è una sezione specifica per le PMI e per i liberi professionisti, ma anche le grandi imprese possono trovare prodotti finanziari specifici. Da notare l’abbinamento a prodotti di manutenzione periodica a tariffe agevolate e tariffe assicurative sul furto & incendio e sulle garanzie accessorie particolarmente convenienti. Un’auto di classe media, ma mai banale. Questa è la Sportour, che ha un’immagine apprezzabile come tutta la gamma Mègane e Scénic. Un’auto destinata a chi macina tanta strada, che utilizza la vettura non soltanto per lavoro, ma anche per le necessità della famiglia. Che brilla per le prestazioni e per i costi di esercizio ridotti all’osso. IL NOLEGGIO: 9 IL VOTO COMPLESSIVO (MEDIA): Sul sito di e-commerce Car Planning è in vigore un’offerta per la Mégane Sportour 1.5 dCi a 580 euro/mese per un noleggio di 3 anni e 90.000 km. Il prodotto di NLT captive viene distribuito nelle concessionarie Renault sulla base di una piattaforma operativa di ALD Automotive. Ma tutti i principali noleggiatori hanno accordi di distri- 8,5 LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 45
Slide 37: Novitauto Prime impressioni In queste pagine troverete una breve analisi delle principali novità che in questo periodo si affacciano sul mercato dell’auto. Non si tratta, ovviamente, di una valutazione approfondita: per un esame più particolareggiato vi rimandiamo alla rubrica “Auto di flotta ai raggi X”. Può invece costituire uno spunto per prendere in considerazione un nuovo modello da inserire prossimamente nella car policy della vostra azienda, una sorta di appunto che vi ricorderà di andare a guardare più da vicino una nuova vettura. Alfa Romeo 159 Model Year 2011: più contenuti nulla, le vere novità sono all’interno e nella gamma degli allestimenti modificata. I tessuti e i rivestimenti sono nettamente migliori, così come la qualità delle finiture complessive. Due gli allestimenti base: Progression e Distinctive, cui si aggiungono quattro pacchetti di accessori: Comfort e Sport (per Progression), Comfort Plus e TI (per Distinctive). Motorizzazioni inalterate, in linea con la normativa Euro 5. Prezzi identici ai modelli precedenti, ma con contenuti superiori. Tre motivi per andarla a vedere da vicino: • Ha raggiunto la massima evoluzione • Rimane la berlina media italiana più apprezzata • Qualità costruttiva migliorata La 159 raggiunge la piena maturità con questo Model Year già targato prossimo anno. Fuori non cambia praticamente Lancia Delta HardBlack: per chi vuole distinguersi Lancia rappresenta una sorta di mondo a parte. La Delta, così diversa dalle concorrenti, offre ulteriori elementi di distinzione. Per chi vuole ancora di più, questa serie speciale HardBlack coniuga la raffinatezza con un pizzico di sportività. Caratteristica è la verniciatura nera opaca sulla carrozzeria e la dotazione di accessori completa, che comprende anche i cerchi sportivi da 18 pollici. Disponibili solamente le due motorizzazioni di punta 1.8 DI TurboJet a benzina (200 CV) e 1.9 MultiJet Twinturbo diesel (190 CV). Prezzo per entrambe: 31.300 euro. Tre motivi per andarla a vedere da vicino: • È la più sportiva delle Delta • Uno dei primi esempi di verniciatura opaca • Ha una dotazione di accessori molto completa in relazione al prezzo Mazda 6 Facelift 2010: ritocchi minimi, massima ecologia mento delle prestazioni complessive. Il motore diesel di 2,2 litri è ora disponibile in tre potenze: 129, 163 e 180 CV. Tutti i motori diesel sono ora Euro 5. Minimi gli interventi all’estetica. La Mazda 6 si pone come alternativa interessante alle medie “premium”. Ben cinque gli allestimenti disponibili: base, Experience, Executive, Luxury e Sport. In vendita da subito. Tre motivi per andarla a vedere da vicino: • Ottimo compromesso prezzo-qualità • Nuovi motori Euro 5 • Interessanti proposte nel noleggio a lungo termine Una vettura ideale per le flotte aziendali, che infatti le hanno decretato un buon successo. Il piccolo facelift ha portato a un innalzamento della qualità costruttiva e a un migliora46 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010
Slide 38: Novitauto Porsche Panamera V6: ammiraglia democratica Evidentemente la parentela sempre più stretta col marchio Volkswagen, cioè traducendo letteralmente, “l’auto del popolo”, influenza anche la Casa di Stoccarda. Scherzi a parte, questa versione d’attacco della berlina sportiva Panamera è interessante, perché coniuga prestazioni comunque elevate a un prezzo più basso. Dotata di trazione singola alle ruote posteriori, la Panamera “base” ha un motore V6 di 3,6 litri, che sfodera la bellezza di 300 CV. Il prezzo di listino parte da 79.000 euro. Chi vuole può ottenere la versione a trazione integrale (circa 8000 euro in più). Tre motivi per andarla a vedere da vicino: • È meno esagerata, ma ha prestazioni eccellenti • Rappresenta un punto d’arrivo per il top management • A suo modo è piuttosto ecologica Seat Ibiza ST: carico al massimo Sul nostro mercato le piccole station wagon non sono molto apprezzate, ma per questa Ibiza Sport Tourer molti faranno un’eccezione. I 18 cm in più nella coda rispetto alla versione berlina sono stati inseriti in modo egregio. Ampia la gamma dei motori tra cui si segnalano i diesel di nuova generazione: 1.2 TDI da 75 CV e 1.6 TDI da 90 e 105 CV. Prezzi, pressoché allineati a quelli delle berline 5 porte, da 12.600 a 17.600 euro. Tre motivi per andarla a vedere da vicino: • Linea piacevolmente sportiva per una piccola SW • Capacità di carico ottima • Motori molto “puliti” e dai consumi bassi Subaru Legacy: per chi la vuole berlina La Casa delle Pleiadi ha conosciuto il maggiore successo in Italia grazie alle sue station wagon a trazione integrale. Ora della “media” Legacy viene commercializzata anche la versione berlina. Il che non dispiacerà ad alcuni utenti di flotta, che non necessitano di una vettura con portellone (sono pochi, ma ci sono). Due i motori, entrambi di due litri di cilindrata e con identica potenza: a benzina o diesel da 150 CV. Ambedue con il consueto schema boxer (a cilindri contrapposti). Favolosa (e sicura) la trazione integrale. Prezzi da 26.400 a 34.500 euro. Tre motivi per andarla a vedere da vicino: • Ha una linea moderna e distintiva • La trazione integrale è la sua carta vincente • La motorizzazione diesel consuma poco LUGLIO-AGOSTO 2010 MISSIONFLEET 47
Slide 39: Novitauto Toyota Auris HSD: sotto sotto c’è la Prius Alzi la mano chi ha scelto la Toyota Prius per la linea. Probabilmente in pochissimi. Ora la tecnologia Hybrid è stata traslata su una carrozzeria compatta a due volumi nettamente più convenzionale, quella della Auris. Che permette, tra l’altro, di risparmiare qualche migliaio di euro sul prezzo di listino. Il costo d’attacco, infatti, sarà attorno ai 22.000 euro, contro i 26.000 abbondanti della sorella maggiore. Eccezionale il rendimento del motore elettrico in abbinamento a quello a benzina: garantisce costi di gestione simili a quelli della Yaris. Tre motivi per andarla a vedere da vicino: • Linea più convenzionale rispetto alla Prius • Prezzo d’attacco nettamente più basso • Finiture molto curate Volkswagen Nuova Touran: look da Golf Non si tratta di un modello totalmente rinnovato, bensì di un sapiente lifting che fa assomigliare la monovolume media della Volkswagen alla Golf VI serie, soprattutto nel frontale. Da cui eredita buona parte della meccanica. Qualità costruttiva migliorata ulteriormente, mentre rimangono i sette posti comodi, che trasformano la Touran in una delle più abitabili monovolume del segmento. I prezzi saranno molto simili a quelli della gamma attuale, quindi con una partenza attorno ai 21-22.000 euro. Prime consegne dopo l’estate. Tre motivi per andarla a vedere da vicino: • Restyling molto riuscito • Gamma motori ecologica e completa • Valore residuo previsto elevato Volkswagen Phaeton restyling: cambia appena, ma classe inalterata Non possiamo affermare che l’ammiragliona di Wolfsburg sia stata un grande successo. Ma chi ha avuto la fortuna di salirci a bordo almeno una volta, sicuramente un pensierino se puntare su di lei piuttosto che la solita Audi, BMW o Mercedes sicuramente l’ha fatto. Ora il rinnovamento a una linea che risale ormai a 8 anni fa si era reso necessario per affrontare i 2 o 3 anni che distano dal modello totalmente nuovo. Motori di livello assoluto: 3.6 V6 da 280 CV, 4.2 V8 da 335 CV, 6.0 W12 da 450 CV e 3.0 TDI da 240 CV. Consegne da settembre. Tre motivi per andarla a vedere da vicino: • Ammiraglia alternativa per definizione • Qualitativamente non ha complessi di inferiorità • Il lifting l’ha resa più attuale 48 MISSIONFLEET LUGLIO-AGOSTO 2010

   
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